Alberghiero, niente voti: mancano i laboratori

24 Novembre 2015

Didattica penalizzata dai locali chiusi, dove i lavori non sono mai cominciati Gli studenti sono pronti a nuove proteste. Domani l’assemblea con la Provincia

PESCARA. «Siamo sul piede di guerra, perché fino ad oggi abbiamo sentito solo chiacchiere. Ci stiamo trattenendo, ma siamo pronti a ricominciare la protesta». Ivan Di Palma, rappresentante di istituto dell'alberghiero “De Cecco”, racconta di un clima incandescente all'interno della scuola che continua a fare i conti con i problemi di sempre, cioè la mancanza di locali adeguati. A nulla, quindi, sono servite le proteste in piazza del mese scorso.

La Provincia, nella persona del presidente Antonio Di Marco, aveva annunciato l'avvio dei lavori nei laboratori e per adeguare la palazzina A di via dei Sabini, ma «dopo oltre un mese da quella promessa non è stato fatto niente», dice Di Palma. Per questo motivo è stata convocata per domani (dalle 8.10 in poi) un’assembla di istituto in via dei Sabini che vedrà la partecipazione proprio di Di Marco, atteso dai circa 1900 studenti.

In questo mese l'unico risultato ottenuto sono stati i contratti con l'hotel Antagos di Montesilvano e lo stabilimento balneare La Playa, sul lungomare sud, per consentire lo svolgimento delle attività di laboratorio, considerato che tra le sette sedi in cui è spezzettato il “De Cecco” non ci sono spazi per la pratica. «L'Antagos», spiega Di Palma, «ci è stato messo a disposizione da circa due settimane, mentre a La Playa andremo la prossima settimana, e saranno disponibili fino alla fine di dicembre, quindi a gennaio saremo punto e a capo. Invece nei nostri locali, dove i laboratori sono stati chiusi per eseguire degli interventi, non è stato fatto niente. I contatti con il presidente della Provincia non si sono mai interrotti, in questo periodo» ma i risultati del filo diretto sono scarsi perché Di Palma assiste a un «continuo scaricabarile. Eppure basterebbero 20 giorni per realizzare le opere annunciate in via Tirino. E se cominciassero subito, a Natale saremmo a posto».

La mancanza di laboratori comporta «l'impossibilità di svolgere la pratica, per cui siamo senza voti» e il continuo spostamento degli insegnanti tra le varie sedi implica che «talvolta il materiale delle lezioni ci viene recapitato tramite Facebook o Whatsapp».

I lavori mai partiti non riguardano solo i laboratori. «La Provincia aveva fornito una tempistica precisa. Entro la prima settimana di novembre i cantieri dovevano essere avviati ovunque ma non è stato così e io non riesco a contenere gli studenti», delusi da questo atteggiamento, prosegue Di Palma. «Ricordo che non abbiamo neppure i locali per educazione fisica e mancano spazi adeguati per gli studenti disabili, che sono 185 e vivono disagi quotidiani», aggiunge il rappresentante di istituto. Insomma manca tutto: «le sedi, i laboratori, la palestra e le navette non sono sufficienti per farci raggiungere l'Antagos e La Playa».

Sembra sfumata, invece, l'ipotesi di trasferimento a Cepagatti, dove la Regione intende realizzare un Biocampus. «Se non avessero accantonato il progetto per la parte che ci riguarda, avremmo scatenato una sorta di guerra» ma il rischio di nuove proteste è comunque alto. «Pensiamo di organizzare un'altra assemblea a breve e di invitare anche il presidente della Regione Luciano D'Alfonso e Ernesto Pellecchia, direttore dell'Ufficio scolastico regionale, oltre al ministro Stefania Giannini. Ma stavolta il ministro non riceverebbe l'accoglienza positiva dell'anno scorso». Dagli studenti parte un aut aut. «Non deve passare altro tempo, altrimenti torneremo a manifestare, e non ci limiteremo alla piazza. Con noi ci saranno anche le altre scuole».

Ieri pomeriggio, intanto, D’Alfonso ha scritto alla Provincia e alla dirigente scolastica, Alessandra Di Pietro, annunciando che «la Regione ha reperito 600mila euro per i lavori nell’edificio principale e nella prossima riunione di giunta sarà proposta una delibera per assegnare i fondi alla Provincia.

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