Alberi, allarme degli agronomi: pini a rischio crollo, ecco perché

I rappresentanti dell’Ordine, Sonni e Colarossi: «Radici superficiali che con l’acqua si necrotizzano» Di qui la proposta al Comune: pronti a fare un gruppo di lavoro per un monitoraggio in tutta la città
PESCARA. Dopo i danni causati dal vento forte dei giorni scorsi, che ha causato il crollo di diversi alberi in città, l'Ordine degli Agronomi e Forestali della provincia lancia un appello al Comune: «I nostri agronomi», è l'invito di Paolo Sonni e Matteo Colarossi, presidente e delegato al Verde urbano e alle Foreste, che ritengono maggiormente a rischio il litorale e la zona dei Colli, «sono a disposizione per creare un gruppo di lavoro con l’obiettivo di monitorare il patrimonio arboreo cittadino, che conoscono bene, per arrivare, un giorno, alla pianificazione del verde secondo le condizioni urbane e climatiche anche nell’ottica di abbattimento dell’inquinamento».
I tecnici rilevano che «i pini sono gli alberi a maggiore rischio crollo», perché queste conifere «che nelle giuste condizioni climatiche potrebbero arrivare anche a 150 anni, prediligono terreni secchi e non amano l’acqua. Per cui quando piove c’è la possibilità che cadano, come è accaduto e come potrebbe ancora succedere, perché queste piante hanno radici superficiali che si necrotizzano a contatto con l’acqua o l’umidità». Il paradosso è che tanti pini «sono disseminati proprio sul litorale rivierasco attraversato dalle falde acquifere, quindi altamente a rischio sotto il profilo dei crolli».
Una condizione non ottimale per la sopravvivenza dei pini che, secondo gli agronomi, «andrebbero sradicati dalle strade e trapiantati nel loro habitat naturale, la pineta». Al loro posto dovrebbero essere piantumate «le latifoglie planiziali, farnie, ontani, tigli, aceri. Andrebbero bene anche pioppi e salici, ma questi ultimi due risultano fastidiosi a chi soffre di allergie». Il patrimonio arboreo pescarese è composto da oltre 25mila specie.
«Ciò che vogliamo offrire al Comune è un supporto tecnico», spiegano Sonni e Colarossi, che raccolgono il grido di aiuto «dell’amministrazione comunale che ha in animo di controllare tutti i pini cittadini dopo il maltempo che ha imperversato nei giorni scorsi. Siamo disponibili a dare il nostro contributo, perché col tempo la situazione peggiora e non si può vivere con l’incubo che ogni volta che parcheggiamo sotto una pianta, c’è il rischio che ci crolli addosso. Siamo d’accordo con l'assessore Gianni Santilli quando dice che vanno messe in sicurezza prima le persone», in riferimento all’annuncio dell’abbattimento di tre pini su viale Regina Margherita. L'Ordine mette a disposizione i suoi iscritti, «che già conoscono il patrimonio pescarese e avrebbero il compito di valutare la stabilità arborea, con la creazione di un gruppo di lavoro, al fine di garantire la sicurezza pubblica e di salvaguardare il patrimonio verde, ove possibile. È indubbio che la successiva sostituzione dei pini avvenga attraverso la scelta di latifoglie planiziali con radice fittonante adattate ai suoli con falda acquifera superficiale». Secondo gli agronomi, il monitoraggio dovrebbe riguardare anche «tutte le piante a fine ciclo, con oltre 50 anni di vita. Ai Colli, ad esempio, si trovano tanti alberi senescenti e rovinati dalle nevicate».

