Alberi distrutti e rocce in strada

Impraticabile la via vicina all’albergo distrutto. Una ristoratrice: così chiudiamo
PESCARA. Alberi abbattuti e finiti in strada; rocce precipitate; valanghe che hanno piegato anche i guardrail. Ecco come si presenta la zona di Rigopiano, a Farindola, a ridosso del resort crollato il 18 gennaio scorso. Uno scenario di distruzione. A scattare le foto è stata Mirta Di Mercurio, titolare di una delle attività della zona di Rigopiano, la Baita della Sceriffa. «Passando dai boschi e percorrendo circa 15 chilometri a piedi, sono riuscita a raggiungere la mia attività per sincerarmi che non avesse avuto danni. La struttura non ha riportato danni», spiega, «ma la strada pedemontana Sp37 che da Castelli conduce a Rigopiano, lunga circa 10 chilometri, è stata investita da oltre dieci valanghe che hanno riversato in strada ingenti quantità di legna». Un disastro. Di Mercurio ha segnalato la condizione della strada al presidente della Provincia: «Lui ha riferito che in Regione non hanno idea di quale tipo di intervento si debba fare sulla zona e che potrebbero servire anche anni per riaprire il transito di questo tratto di strada che è di vitale importanza per ciò che rimane di un’economia già al rasa al suolo. Sulla zona di Rigopiano», dice la ristoratrice, «ci sono diverse attività che vivono solo grazie a questa strada. Per un territorio che è già fortemente provato dai tragici eventi che si sono susseguiti dal 24 agosto scorso, tenere chiusa questa strada significa senza ombra di dubbio dover morire e dover emigrare altrove, un fenomeno da arginare». La titolare del locale chiede un intervento «per accelerare la riapertura della strada. Non possiamo essere prigionieri di uno Stato».

