Alberi e bici, Pescara è promossa Ma sui rifiuti la città è indietro

30 Ottobre 2023

Migliorano le condizioni dell’ambiente secondo l’associazione: il Comune sale al 75° posto in Italia Masci: «È la prova che le nostre scelte sono buone». Ma si spreca troppa acqua: 55% di dispersione

PESCARA. Migliorano le performance ambientali della città di Pescara. È quanto emerge dal rapporto Ecosistema Urbano 2023, l’analisi realizzata da Legambiente, con Ambiente Italia e Il Sole24 Ore, e giunta alla sua 30ª edizione che analizza il livello green delle città italiane. Se l’anno scorso il capoluogo adriatico chiudeva la classifica al 105° posto, il 2023 vede una piccola scalata portandolo alla 75ª posizione.
L’indagine prende in esame 19 parametri ai quali viene assegnato un punteggio massimo teorico di 100 punti, costruito caso per caso sulla base di obiettivi di sostenibilità. Sotto la lente di ingrandimento ci sono lo smog, con l’esame delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5), ma anche del biossido di azoto, poi l’acqua con sprechi e consumi, la raccolta differenziata, il trasporto pubblico, il verde presente nelle città, il consumo del suolo, l’uso di energie rinnovabili come solare termico e fotovoltaico pubblico, e poi le piste ciclabili, le Ztl, le isole pedonali e i tassi di motorizzazione.
In testa alla classifica italiana c’è Trento con un punteggio dell’ 85,86%. Pescara si ferma al 75° posto con il 49,12%. Mentre chiudono la classifica ex aequo Catania e Palermo con il 20,86%. Andando ad analizzare alcune delle singole voci, per quanto riguarda la qualità dell’aria, è buono il risultato della media dei giorni di superamento dell’ozono, 18 in tutto, un numero virtuoso se raffrontato a quello di Trento dove i superamenti sono stati 55. I consumi idrici di acqua potabile per uso domestico pro capite al giorno si attestano sui 135, mentre la percentuale relativa alla dispersione della rete, cioè la differenza tra acqua immessa e consumata per usi civili, industriali e agricoli, ammonta al 55% (Trento è al 22). In termini di rifiuti, la produzione ammonta a 525 chili per abitanti all’anno. Dato che porta la percentuale della raccolta differenziata a non arrivare nemmeno al 50% fermandosi al 46,8, collocando così Pescara tra le 20 peggiori d’Italia (quella con la percentuale più bassa è Palermo con il 16,3%).
In termini di verde, a Pescara si contano 21 alberi in aree di proprietà pubblica ogni 100 abitanti; a Trieste se ne contano 96, mentre le peggiori città sono Caltanissetta e Crotone con appena 2. Se messa a confronto con Trento, appare molto scarsa la presenza di verde in metri quadrati: a Pescara la percentuale è del 39,3 mentre il capoluogo trentino (secondo in assoluto in questo indice) porta una percentuale a tre cifre, con il 403,6. Il capoluogo adriatico ha 6,3 metri di piste ciclabili ogni 100 abitanti. In questo caso la migliore città è Reggio Emilia con 40,46 metri. Le peggiori Chieti, Vibo Valentia e Potenza. Non proprio edificante il dato dei 16,9 metri quadrati ogni 100 abitanti (migliore comunque del 16,3 di Trento) della superficie di suolo destinata ai pedoni. Per quanto concerne il trasporto pubblico, il dato sul numero dei viaggi per abitanti ogni anno su mezzi pubblici ammonta a 23.
«Il quadro generale per il 2023 è in miglioramento per Pescara rispetto alle precedenti edizioni di Ecosistema Urbano», commenta il sindaco Carlo Masci. «Questo 75° posto non è un punto d’arrivo, ma un deciso miglioramento che rappresenta per noi una soddisfazione e soprattutto uno stimolo ad andare avanti. È la conferma della bontà delle nostre scelte in materia ambientale, suffragate del resto durante questa legislatura dai diversi riconoscimenti ottenuti a cominciare dalla Bandiera Blu. La nostra amministrazione», continua il primo cittadino, «ha lavorato e sta lavorando molto per la sostenibilità ambientale, però è evidente che i dati che abbiamo ereditato a partire dal 2019 erano davvero preoccupanti. Il processo di sostenibilità ambientale ha dei tempi e noi lo stiamo stimolando attraverso diversi interventi infrastrutturali e in materia di servizi».