Alberi tagliati in centro Confcommercio pronta a denunciare il Comune

4 Giugno 2014

Negozianti e associazioni criticano lo “slancio costruttivo” dell’amministrazione Mascia: «Cinque anni di nefandezze»

PESCARA. La Confcommercio etichetta lo “slancio costruttivo” degli ultimi mesi dell’amministrazione comunale guidata da Luigi Albore Mascia come «una scientifica progettazione del non fare» e minaccia un’azione legale «contro il taglio delle palme di piazza Unione e gli altri alberi abbattuti in via Leopardi e via Tommasi».

«Devono ridare i soldi alla città, non a noi del sindacato», accusa il presidente Ezio Ardizzi, «che questo valga da lezione anche per la futura giunta». Ieri, nel corso di un incontro nella sede di via Aldo Moro assieme ai rappresentanti delle associazioni Italia Nostra, Mare vivo e Miladonnambiente, è stato tracciato un bilancio di quelle che loro chiamano «nefandezze» compiute negli ultimi cinque anni di consiliatura, mostrando le immagini di piazze e strade segnate da aiuole in dissesto e marciapiedi costruiti al posto del verde pubblico.

Un elenco lungo, che parte dall’ultimo intervento realizzato pochi giorni fa: l’abbattimento di tre palme al centro di piazza Unione. La delibera di giunta, firmata dal sindaco e dal suo vice Berardino Fiorilli, prevede il taglio di sei esemplari sani, non colpiti dal punteruolo rosso, nell’ambito del cantiere per la riqualificazione di quella porzione di strada. A stuzzicare gli ambientalisti c’è poi l’abbattimento di alcuni pini secolari in via Salvatore Tommasi, le cui radici da tempo invadevano i marciapiedi, e di altri alberi lungo via Leopardi, nel tratto dal mare a via Puccini.

«Li abbiamo simpaticamente sostenuti per quattro anni e mezzo», sbotta Ardizzi a proposito dell’esecutivo di centrodestra, «ma adesso hanno dato prova di superficialità, mettendo in piedi duecento cantieri con le mani pulite, ma con la testa vuota. Non si possono eliminare gli alberi storici che costituiscono un patrimonio della città. È per questo che chiediamo di ripiantare le palme e i pini esattamente allo stesso posto. In questi giorni stiamo valutando la possibilità di fare causa al Comune, chiedendo il risarcimento del danno compiuto per tutti i pescaresi». La contestazione di Confcommercio abbraccia anche altri tratti della città: l’erba alta e incolta alle spalle del tribunale, le aiuole di via D’Avalos inaugurate a metà marzo e già bruciate dal sole e gli interventi di riqualificazione lungo la riviera nord, all’altezza della rotonda Paolucci.

«Sono stati sperperati 5 milioni di euro per il rifacimento del lungomare e di corso Vittorio», insiste Ardizzi, «hanno fatto dei marciapiedi artistici, alti un metro e mezzo, con le aiuole di 12 metri per 4, che non servono a nulla perché non ci arriva nemmeno il decespugliatore. Invece non è stato speso nemmeno un euro per la manutenzione ordinaria della pineta D’Avalos».

Il ragionamento è condiviso anche da Mimmo Valente, presidente di Italia nostra, che cita un altro esempio: “Per il nuovo mercato di largo Scurti sono state tagliate sette piante rispetto alle 14 esistenti. Questi interventi sono il frutto di un’improvvisazione quotidiana, fatta senza il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni presenti sul territorio».

«Ho provato dolore», commenta Edvige Ricci, «nel vedere tutti questi alberi tagliati. Siamo alla vigilia di un passaggio elettorale importante: dovremmo tenere presente che nei prossimi 16 anni dobbiamo impegnarci a fondo per non far aumentare il riscaldamento globale».

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