Alcolisti anonimi, c’è anche un ex calciatore

A Villa Raspa di Spoltore la riunione del nuovo gruppo con le testimonianze di chi ce l’ha fatta
SPOLTORE. «Una mattina all'improvviso mi sono accorta che l’alcol era il mio unico pensiero, era anche nell'armadio al posto dei vestiti, nella scarpiera». Inizia dalla testimonianza di una barista abruzzese il lungo incontro degli Alcolisti anonimi di Abruzzo e Molise che sabato scorso si sono riuniti nei locali della parrocchia San Camillo De Lellis, a Villa Raspa, per presentare il loro metodo di recupero. È stato il primo di una serie di incontri che continueranno proprio con il nuovo gruppo Per#Dono che si è costituito a Villa Raspa e che sarà attivo tutti i mercoledì alle 18 (per informazioni 360.1018956/335.1949584).
Nella riunione di sabato scorso, i partecipanti sono arrivati da ogni parte d’Italia con le loro testimonianze. La prima a parlare è stata proprio la barista abruzzese che nel denunciare come l’alcol fosse diventato il primo dei suoi pensieri, ha spiegato: «Per me ovviamente avere l’alcol era facile ed economico, e gli alcolisti anonimi erano solo nei telefilm americani. Ma quando ho parlato con il mio medico di base e mi ha domandato quanto bevevo, gli ho risposto io bevo, e basta».
«Per smettere di bere, bisogna cambiare prima se stessi», ha spiegato un altro partecipante, «le motivazioni non si possono trovare fuori. Io ho smesso due volte: la prima per salvare il mio matrimonio. Mia moglie era andata via di casa da tre giorni e non me n’ero accorto. Mi ha avvisato mia madre, mentre ero steso sul divano. Non ha funzionato, perché non avevo smesso per me». Poi l’episodio peggiore: «Un giorno, senza nessuna ragione, ho deciso che dovevo guidare a sinistra. Ho fatto diversi chilometri, mentre con la mano premevo sul clacson: adesso mi vengono i brividi a pensare che avrei potuto uccidere una famiglia».
All’incontro, alla presenza anche del parroco don Domenico, ci sono uomini e donne e, tra loro, c’è anche un ultraottantenne («mi dissero che ero un alcolista senza speranza», ricorda tra gli applausi). C’è anche un ex calciatore, che ha segnato un gol anche al Pescara prima di prendere una brutta strada. Adesso coordina i gruppi campani di A.A: gli alcolisti anonimi sono infatti gruppi di auto gestiti da alcolisti, e le riunioni sono condotte esclusivamente da loro, senza figure professionali o educatori.
«È una forma di democrazia che non si può replicare in altri contesti», ricorda il coordinatore dell’area Abruzzo-Molise «perché lavoriamo tutti con lo scopo di portare aiuto ad altri come noi. Non c’è una gerarchia: il segretario generale è un alcolista come noi, anche chi ricopre temporaneamente un ruolo importante poi torna a portare il suo supporto ai gruppi».
In sala c’erano anche Annalisa Iezzi del servizio di Alcologia di Pescara e Giulia Amodio, responsabile locale di Telefono azzurro, i parenti degli alcolisti e l’assessore alle Politiche sociali di Spoltore, Carlo Cacciatore.
Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, l’Abruzzo è una regione dove il rischio collegato all'alcolismo è particolarmente alto, tanto da collocarlo ai primi posti, dietro a Val d’Aosta, Friuli e Trentino-Alto Adige.
(a.s.)
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