Alessandra, 40 anni: la mia vita con 7 figli e un solo stipendio

«Le difficoltà non ci schiacciano, ci aiutiamo sempre Regole? Un’ora al giorno di tv e stesso programma per tutti»
PESCARA. Ha 40 anni e sette figli, una famiglia extra-large che le dà un gran da fare da mattina a sera ma è anche il motore della sua vita. Alessandra D'Annunzio, diplomata in pianoforte, è una mamma full time che ha deciso di dedicare l'esistenza ai bimbi: Lucia, 11 anni, Elisabetta (9), Miriam (7), Gioele (6), Samuele (4), Felicita (3) e Vittoria Maria (uno).
Certo, i momenti complicati non mancano, ma alla base di tutto c'è la fede profonda di Alessandra e Luca, suo marito, 38 anni, che li fa andare avanti con serenità.
«E' stata una scelta», dice la super-mamma, «Abbiamo deciso di accogliere i nostri figli, perché crediamo che la vita sia un dono, un regalo. Sappiamo che non è una cosa normale, tanti ci interrogano su questo aspetto e non condividono. Ma noi facciamo parte di un cammino di fede, ci siamo fidati della Chiesa, che ci ha aiutati ad aprirci alla vita in questo modo. Sperimentiamo la Provvidenza ogni giorno, viviamo in allegria e condivisione e le difficoltà non ci schiacciano».
Quando c'è qualcosa che non va, un problema, «ci basta guardare tante altre famiglie come la nostra che hanno vissuto le nostre stesse situazioni, la stessa precarietà economica, ma non si sono scoraggiate, sono andate avanti e sono contente di fare la volontà di Dio».
Alessandra non si immaginava così da giovane, voleva una famiglia numerosa, ma non era convinta che sarebbe stata la sua strada e oggi racchiude la gioia in queste parole: «La maternità è un regalo meraviglioso e penso che sia la cosa più bella che una donna possa vivere, più bella del benessere economico, di un fisico bestiale o di una villa con piscina. Essere mamma vuol dire anche che la tua vita continua, non si ferma con te».
Qual è la giornata tipo nella vostra casa?
«La nostra quotidianità è uguale a quella di chi ha uno o due figli, ma più organizzata e con i tempi più scanditi. I bambino si svegliano tra le 7.15 e le 7.30 (noi due alle 6.30), due vanno alla materna e tre alle elementari e io resto a casa con le piccole. La priorità, se c'è il sole, sono il parco o il mare, per far divertire i bambini, per cui il pranzo si prepara rapidamente, dopodiché ci sono i compiti ma ognuno sa che deve fare da solo. Certo c'è chi ha più bisogno e chi è più autonomo, chi va seguito di più e chi meno, e c'è sempre una gran confusione. Il problema si presenta con il brutto tempo: in quel caso, per divertirci prepariamo dolci. Poi ci sono le attività sportive da seguire: pallavolo, calcio, danza, per cui vanno accompagnati, ma per fortuna ci sono i nonni e gli zii che mi aiutano e si godono i bambini».
Niente tv?
«C'è una sola televisione, in sala, nella nostra casa. Viviamo in 130 metri quadri e mentre i bimbi dormono in una camera le bimbe sono sistemate in un'altra. E' consentito guardare la tv un'ora al giorno, dalle 18.30 alle 19.30, tutti insieme. Devono accordarsi su cosa vedere e durante quell'ora io posso preparare la cena con tranquillità. A pranzo e cena, invece, la tv è vietata, perché sono occasioni per stare insieme e ci tratteniamo a lungo».
Che rapporti hanno tra loro?
«Si vogliono un gran bene, i maschietti hanno gli stessi gusti, la grande vuole il suo spazio ma quando qualcuno si ammala o c'è tensione si pensa a difendere il più debole e al parco ognuno guarda l'altro e io guardo tutti».
Quali sono le difficoltà e le paure di una sette-volte-mamma?
«E' difficile affrontare le esigenze delle figlie più grandi, che io non ho vissuto alla loro stessa età e mi trovo impreparata. Sono precoci, i ragazzi di oggi. Le paure sono legate ai pericoli che potranno incontrare diventando più grandi e autonomi, uscendo soli, ma per ora sono controllati. Comunque, devono essere liberi di sbagliare».
Come descrive la gioia che arriva dai figli, e che rapporti hanno tra loro?
«Io non li ho mandati al nido, li ho voluti seguire direttamente e sono stati momenti bellissimi. Ogni figlio è diverso e ha qualcosa di bello da dare, chi è più affettuoso e chi più timido, chi ti travolge e ti stende fisicamente e chi ti trasmette tutto con un sorriso. Il nostro è una sorta di nido sempre aperto e quando qualcuno di loro vuole respirare va dai nonni o dagli amici. Certo qualche volta ti fanno perdere la pazienza, ma ci si riconcilia sempre e si cerca di venirsi incontro e con mio marito vale il principio che l'unione fa la forza, il confronto è continuo e quando uno è più debole l'altro è più attivo e paziente. Non accade mai che siamo entrambi con le pile scariche».
Sul fronte economico come vanno le cose?
«Non ci è mai mancato niente e la Provvidenza ci ha permesso di vivere bene, nel senso che l'abbiamo incontrata nelle persone. Vuol dire che c'è chi ci dà una mano, come è stato per i vestitini usati (ma in buono stato) o per il passeggino gemellare. Certo, non abbiamo la casa in montagna e non andiamo tutti i week end fuori, ma abbiamo la casa, la macchina (in realtà da cambiare, ne serve una per 9 persone), abbiamo di che vestire e di che mangiare. E tutto con uno stipendio solo. Non ci è mai mancato niente, e io faccio economia domestica preparando in casa pane, ciambellone, crostate».
Per la festa della mamma che messaggio lancia a chi non è riuscita a coronare il sogno della maternità?
«Per ogni persona Dio ha pensato una storia: a me ha dato una famiglia numerosa, per le altre donne ci sarà comunque una storia di felicità che va scoperta».
La sua famiglia si allargherà?
«Come Dio vuole...».
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