Alessandrini: «Basta con le polemiche»

27 Agosto 2017

Il sindaco, dopo le accuse dei dimatteiani per le scelte del rimpasto, evita repliche: danneggerebbero la città, ora al lavoro

PESCARA. Basta con le accuse, le liti, le richieste di dimissioni. Marco Alessandrini, all’indomani della conferenza stampa del gruppo Pd che fa capo a Donato Di Matteo, in cui sono stati pronunciati persino degli insulti nei confronti del sindaco per le scelte compiute nel rimpasto in giunta, ha deciso di non alimentare oltre la polemica. Non ha voluto replicare, ma qualcosa comunque l’ha detta.
«Non voglio entrare in polemica, né replicare a nessuno», ha precisato al cronista del Centro che gli chiedeva un commento su quelle dichiarazioni scottanti di Di Matteo e dell’assessore estromesso dalla giunta Giuliano Diodati per far posto a Gianni Teodoro. «Quello che dovevo dire l’ho detto», ha aggiunto il primo cittadino, «ritengo che la cosa peggiore che potrebbe accadere ora alla città è assistere ad un botta e risposta destinato a proseguire inutilmente per tutti». «Invece», ha concluso, «direi che la cosa migliore sia andare avanti e pensare alle cose che dobbiamo fare, che sono tante e importanti».
Ma ad alimentare le polemiche ci pensa però il centrodestra. «Se le parole dell’assessore regionale Donato Di Matteo sono veritiere», ha affermato il capogruppo della lista Pescara in Testa Guerino Testa, «ci aspettiamo che nelle prossime ore i consiglieri Adamo Scurti, Gabriella Lola Berardi e Tiziana Di Giampietro si uniscano alle opposizioni per proporre una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Alessandrini». «In caso contrario», ha fatto presente Testa, «purtroppo, dovremo constatare ancora una volta il vecchio e brutto gioco di una certa politica che predica bene e razzola male. Io auspico che quanto detto dal gruppo Di Matteo porti ad azioni concrete nell’interesse della città senza lasciare spazi ai ripensamenti. Altrimenti, dovremmo constatare che quanto detto da Diodati e Di Matteo non sono altro che strumenti per ottenere ricompense politiche». Fortemente critico nei confronti del sindaco è il coordinatore cittadino di Forza Italia Guido Cerolini. «L’assurda e grottesca telenovela che ha determinato l’estromissione definitiva di Giuliano Diodati dalla giunta», ha affermato, «restituisce l’immagine di un sindaco che, nelle vesti di un novello Ponzio Pilato, ha lasciato che fosse la politica a decidere se bisognava mandare al patibolo Civitarese o Diodati. Ovvero, sacrificare chi ha contribuito alla sua stessa elezione portando voti, oppure un nominato della politica, per riportare in giunta Teodoro, dopo aver tenuto bloccata la città per mesi con l’ostruzionismo della sua stessa lista civica».
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