Alessandrini dai pm: fatto tutto il possibile per Fosso Vallelunga

13 Luglio 2018

Interrogato il sindaco indagato per inquinamento delle acque «Il Comune ha sempre combattuto gli scarichi abusivi» 

PESCARA. È stato un interrogatorio breve - circa mezz'ora - quello del sindaco Marco Alessandrini davanti ai magistrati della Procura di Pescara, ai quali, carte alla mano, ha «fornito ogni idoneo chiarimento» e, soprattutto, messo in evidenza tutte le azioni portate avanti dal Comune sul fronte del ciclo idrico integrato. È stato lo stesso primo cittadino, indagato per inquinamento delle acque relativamente a presunti mancati controlli sugli scarichi abusivi a fosso Vallelunga, a sollecitare il faccia a faccia con il pm Paolo Pompa, titolare dell'inchiesta, e con il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini.
L'indagine, nata da un esposto e portata avanti dalla capitaneria di porto, non ha nulla a che fare con la balneazione: nel mirino della Procura, non ci sarebbero i controlli sulla qualità del mare bensì quelli sull’inquinamento di Fosso Vallelunga. Il sindaco, accompagnato dal suo legale di fiducia, l'avvocato Vincenzo Di Girolamo, si è presentato in Procura con «una ponderosa memoria con idonei allegati documentali».
Entrando nel merito delle questione, spiega ai cronisti che «si fa riferimento a una serie di episodi in cui con i documenti mostriamo che siamo intervenuti, tanto che Fosso Vallelunga, su cui si annidano le osservazioni, è uno dei punti di prelievo meno critici, visto che lo scorso anno si è partiti con il divieto di balneazione e quest'anno no». «La situazione di Fosso Vallelunga», aggiunge, «è legata al fatto che nel 2016 ci sono stati episodi critici, frutto di singole cause di inquinamento che noi abbiamo immediatamente rilevato».
Già nei giorni successivi all'avviso di garanzia, Alessandrini aveva puntualizzato il lavoro svolto sostenendo di aver fatto tutto il possibile, tenuto conto delle competenze comunali e anche oltre, visto che il lavoro dell’amministrazione si è intrecciato e sovrapposto a quello dell’Aca specie per quanto riguarda gli scarichi abusivi. E ieri, ai magistrati ha fatto presente che «il Comune di Pescara non ha una rete fognaria municipale, visto che si è spogliata delle reti fin dal 2005» e ha elencato «con una delibera ricognitiva del 5 luglio, tutto ciò che noi abbiamo fatto sul fronte del ciclo idrico integrato». Una delibera corposa di 90 pagine, che attesta l'operato dell'amministrazione e dove viene messo nero su bianco, tra le altre cose, il ruolo attivo e sussidiario assunto dal Comune nei confronti dell'Aca, soggetto deputato a gestire il Servizio idrico integrato. Prima di lasciare Palazzo di giustizia, il sindaco evidenzia «il monitoraggio delle acque di balneazione, ma anche una serie di interventi sul fronte del ciclo idrico integrato, di cui mi sono reso protagonista insieme ad altri enti, tanto che oggi Ersi mette 31,5 milioni sul sistema depurativo e i lavori da 12,5 milioni che, triplicata la potenza del depuratore, sono stati consegnati».
E infine aggiunge: «Anche l'apertura della diga foranea va nella stessa direzione, quella del miglioramento delle acque di balneazione».