Alessandrini lancia l’ultimatum ai suoi: «Basta tradimenti»

19 Ottobre 2014

Dura lettera del sindaco ai consiglieri dopo le assenze in aula Frizioni con Teodoro. Ieri il Pd riunito, domani c’è il vertice

PESCARA. Basta con i fuggi fuggi dal consiglio comunale per non votare delibere ritenute scomode. Alessandrini non ha digerito affatto ciò che è accaduto venerdì mattina in consiglio, quando si è ritrovato quasi da solo, perché più di tre quarti dei consiglieri di maggioranza sono andati via facendo mancare il quorum al momento del voto sul provvedimento dell’ampliamento del cimitero. Così, ha preso carta e penna e ha scritto una dura lettera a tutti i consiglieri di maggioranza e, per conoscenza, anche agli assessori, invitandoli a partecipare domani pomeriggio, alle 18, a un vertice di coalizione. Lettera che assomiglia molto a una sorta di avvertimento lanciato da un sindaco giunto, sembra, al limite della sopportazione. Intanto, ieri pomeriggio si è tenuta una riunione del gruppo Pd, andata avanti sino a sera, per esaminare la situazione politica, alla luce di ciò che è accaduto venerdì in aula.

La lettera parte con la convocazione del vertice di maggioranza, «cui siete vivamente invitati a partecipare». Poi, prosegue. «Scrivo queste righe a caldo, poco dopo la chiusura dell’imbarazzante consiglio comunale tenutosi oggi», si legge, «il senso della convocazione è quello di fare chiarezza circa il prosieguo di questa amministrazione, atteso che cinque anni sono lunghi, saranno pieni di passaggi impegnativi e non è accettabile da parte mia un atteggiamento quale quello oggi verificatosi».

«Col più grande rispetto per le opinioni altrui e per la necessità di confronto e sintesi finale», conclude Alessandrini, «continuo a ritenere che la democrazia non possa essere un’assemblea permanente e che debba sussistere, al contrario, un vincolo fiduciario nei confronti del vertice dell’amministrazione».

In queste poche frasi sta tutta l’amarezza del sindaco nei confronti di quei consiglieri che gli hanno voltato le spalle, a sorpresa, su un provvedimento così importante come quello del cimitero in piena emergenza, perché rimasto senza loculi. Un atteggiamento considerato, molto probabilmente, un tradimento, perché l’intera maggioranza, riunita una settimana fa aveva dato quasi all’unanimità il proprio consenso su quel provvedimento. E allora che cosa è accaduto venerdì scorso? Fonti bene informate danno un’altra interpretazione di quelle assenze in aula. All’interno del Pd, rivelano, ci sarebbe in atto un duro scontro sulla riorganizzazione della cosiddetta macrostruttura, cioè gli incarichi ai dirigenti del Comune. Esponenti del Pd avrebbero fatto pressioni per avere voce in capitolo sulle scelte dei dirigenti. Pressioni che Alessandrini non avrebbe affatto gradito bloccando così sul nascere le varie richieste. Le stesse fonti rivelano forti tensioni tra il sindaco e la componente Pd dei dimatteiani in Comune, che fa capo al presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli. Ci sarebbero, inoltre, frizioni anche con Gianni Teodoro, neo consigliere provinciale e papà di Veronica Teodoro, l’assessore più giovane della giunta Alessandrini. I motivi non sono noti. Tutte invenzioni? Difficile dirlo. Fatto sta che la luna di miele, all’interno dell’amministrazione comunale, se mai ci fosse stata, sembra finita da tempo.

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