Alessandrini: no alle case sulla riviera sud

Il sindaco prende posizione sul progetto di Pescaraporto, ma il 27 gennaio il Tar si pronuncia sul ricorso della società
PESCARA. «Sono contrario a tutto ciò che non è previsto nel Piano regolatore per quella zona della riviera sud». Marco Alessandrini si è espresso così, ieri, in merito alla richiesta presentata dalla società Pescaraporto, che intende modificare la destinazione d’uso, da uffici a residenze, di due dei tre edifici di 21 metri da costruire nell’area dell’ex Edison, a due passi dal ponte del Mare.
Il sindaco, fino ad oggi, non si era mai espresso pubblicamente su questa questione. Ora lo ha fatto con un no implicito, nel giorno successivo alla prima seduta della commissione Gestione del territorio. Durante la riunione di giovedì, in cui era presente anche l’assessore all’edilizia privata Loredana Scotolati, è cominciato l’esame della delibera, che verrà poi portata in consiglio per un parere vincolante sulla richiesta presentata da Pescaraporto. Nella stessa giornata di giovedì scorso si è tenuta anche una riunione della maggioranza per decidere la posizione da assumere in aula e quando presentare la delibera, visto che il 27 gennaio si pronuncerà il Tar sul ricorso di Pescaraporto, che punta a far annullare l’atto con cui il dirigente comunale ha negato il nuovo permesso edilizio e ha rimandato ogni decisione al consiglio, in quanto è necessaria per le abitazioni una variante al prg.
«La mia posizione sulla questione di Pescaraporto», ha fatto presente Alessandrini, «è espressa anche nella delibera contenente gli atti di indirizzo per il governo del territorio approvata prima di Natale dalla giunta». E negli atti di indirizzo, riguardanti quella zona della riviera sud, si legge: «Coerentemente con le scelte assunte con il Piano regolatore generale, l’intero sistema deve assolvere a funzioni di carattere territoriale, relegando le quote residenziali alla riqualificazione dei suddetti quartieri popolari e alla riqualificazione delle aree fortemente degradate poste lungo via Doria, ove peraltro occorre considerare l’incidenza del Piano di bacino stralcio di difesa dalle alluvioni in corso di approvazione».
Buona parte della maggioranza e l’opposizione sono pronti a bocciare la richiesta presentata da Pescaraporto. Non c’è, invece, identità di vedute sui tempi, ossia quando portare in aula la delibera con cui i consiglieri esprimeranno un parere sulla costruzione delle abitazioni al posto degli uffici. Il centrodestra e i consiglieri della Sinistra italiana vorrebbero accelerare i tempi e consentire all’aula di pronunciarsi subito. Il resto della maggioranza, compreso il sindaco, sono intenzionati a rimandare l’esame del provvedimento successivamente alla decisione del Tar. Tra l’altro, i giudici hanno deciso prima di Natale di non accogliere la richiesta di sospensiva e di pronunciarsi direttamente nel merito con una sentenza breve. Se il ricorso dovesse essere accolto, Pescaraporto potrà ottenere il permesso per riprendere i lavori tramite il silenzio assenso e a quel punto diverrebbe inutile il voto in consiglio.
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