Alessio salvò il padre e il fratello

Domani avrebbe festeggiato il compleanno, nove mesi fa sventò una tragedia
SCHIAVI DI ABRUZZO. Nove mesi fa era riuscito a salvare la vita del padre Remo e del fratello Roberto, intossicati in casa da una caldaia. Alessio Amicone è morto ieri sulla Trignina, al volante della sua Mercedes, due giorni prima del suo quarantatreesimo compleanno. Voleva festeggiarlo nel locale di famiglia, il Rifugio del Lupo, a Colle Pizzuto, nella parte più alta di Schiavi di Abruzzo.
L’uomo da diversi anni viveva a Roma, dove gestiva un bar. Poi alcuni problemi di salute lo avevano spinto a tornare a Schiavi. «Era qui da qualche settimana», racconta scosso il sindaco Luciano Piluso, «l’ho incontrato venerdì sera. Abbiamo chiacchierato a lungo e mi aveva salutato con un invito al Rifugio del Lupo».
Alessio, legatissimo ai parenti, telefonava ogni giorno per sentirli: è grazie a lui che il fratello e il padre sono ancora vivi. Il 10 febbraio infatti, non ricevendo risposta alle telefonate, Alessio lanciò l’allarme chiedendo l’intervento del 118 e dei vigili del fuoco. Quando i soccorritori arrivarono a casa, il fratello era già privo di sensi, in una sorta di stato comatoso, mentre il padre era rimasto coinvolto in maniera lieve.
«Alessio ha salvato la vita a entrambi», ricorda Piluso, «adesso per i familiari sarà terribile. La sua è una famiglia molto unita. Anche in paese gli eravamo tutti affezionati». Addolorato anche l’ex consigliere regionale Paolo Palomba, amico della famiglia Amicone. «La notizia dell’incidente ha colpito tutti noi», dice Palomba, «morire in un incidente stradale è un evento che strazia. Sono sconvolto. Non riesco a capire come possa essere accaduta una tragedia così grande. Sono vicino anche alla famiglia della bimba che ha perso la vita», dice Palomba, «sono troppe le morti sulla Trignina».
A Schiavi ora aspettano la data dei funerali per salutare Alessio per l’ultima volta. Il corpo è stato trasportato all’obitorio di Chieti per l’autopsia. Il paese dovrà aspettare ancora qualche giorno per l’addio. (p.c.)
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