Alga tossica, pronti i dati

L’Arta ha concluso i nuovi test sulla costa Sud, oggi l’ultimo verdetto di agosto
PESCARA. Il verdetto di fine agosto sull’alga tossica che ha interessato una parte della costa sud abruzzese è atteso per questa mattina. I tecnici dell’Arta infatti hanno completato ieri i nuovi prelievi nelle zone più attenzionate che riguardano i territori di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni e Vasto.
Nel primo caso, le analisi dello scorso 22 agosto hanno evidenziato una concentrazione di Ostreopsis ovata, così si chiama scientificamente questo tipo di alga, pari a 15.560 unità per litro d’acqua marina nella zona di Cala Turchino.
A Rocca San Giovanni invece sono due i punti critici: nella zona antistante il km 482 della Statale 12 dove la concentrazione rilevata è di ben 62mila unità per litro che invece scende a 11.840 unità nel tratto in corrispondenza del km 484 della Statale.
Infine, lungo la costa vastese, e precisamente 200 metri a Sud di Punta Vignola, la concentrazione di alga tossica si è attestata sulle 20.000 unità per litro. Così si legge sul report dell’Agenzia abruzzese per la tutela dall’ambiente, diretta dall’avvocato Maurizio Dionisio, che riportiamo in mondo completo, con l’andamento del fenomeno a partire dal 5 agosto, nella tabella pubblicata in alto. Le microalghe tossiche crescono su strati rocciosi.
Se le cellule superano le 30mila unità per litro, il dato che segna la soglia limite individuata dal Ministero della Salute, scatta la fase di emergenza prevista dal piano di sorveglianza per l’alga potenzialmente tossica che comporta il divieto di balneazione e l’intensificazione dei controlli da parte dell’Agenzia ambientale. Dalle 10mila alle 30mila unità, invece, si parla di fase di allerta «finalizzata ad informare il cittadino e prevenire esposizioni pericolose».
Al verificarsi di fioriture e di contestuali condizioni meteo che favoriscono la formazione di aerosol marino, come burrasche e mareggiate, l’Ostreopsis ovata può essere responsabile di episodi di malessere alle persone che stazionano sul litorale. I sintomi sono differenti e colpiscono soprattutto apparato respiratorio e pelle: tra i principali ci sono rinite, faringite, laringite, bronchite, febbre, dermatite e congiuntivite. Inoltre, è opportuno evitare il consumo di frutti di mare crudi, raccolti dove è stata registrata la presenza di alga tossica: ad esempio i ricci, a causa della loro eco-biologia, potrebbero accumulare al loro interno la tossina dannosa per l’uomo.
In quanto ai dati attesi per oggi, i tecnici dell’Arta non mostravano ieri un particolare ottimismo dal momento che il caldo persistente non può che aver alimentato la fioritura dell’alga tossica anche nell’ultima frazione del mese di agosto. (l.c.)

