Alghe, un’altra protesta

4 Giugno 2015

Allo stabilimento L’Adriatico contestano la nuova ordinanza

PESCARA. Ma le proteste di alcuni balneari del tratto di mare che va dalla Madonnina alla nave di Cascella arrivano anche per l’ordinanza sindacale del 25 maggio scorso, la numero 251, che riguarda la raccolta dei rifiuti.

Dal primo giugno, infatti, è stato disposto che le alghe e il secco non recuperabile, sempre per quanto riguarda il pezzo di litorale in questione (la costa pescarese è stata divisa in cinque fasce e per l’ultima l’ordinanza entrerà in vigore il 29 giugno prossimo), dovranno essere conferiti sulla battigia dalle 2 alle 7.

Rifiuti per i quali poi provvederà Attiva, l’azienda che gestisce l’igiene urbana. Una disposizione che non è andata giù ai titolari dello stabilimento L’Adriatico, per i quali le alghe non possono rimanere tutto il giorno chiuse nelle buste e accatastate, per via dell’odore che emanano.

«L’anno scorso», racconta Stefano Baldassarre, «raccoglievamo le alghe e mezz’ora dopo aver telefonato a un numero verde, venivano a prenderle.

«Invece a partire dal primo giugno», spiega ancora Baldassare, affiancato dalla mamma, Anna Di Davide, «di mattina ci mettiamo a raccogliere le alghe, impiegando anche tre ore di lavoro, e riempiendo una ventina di buste, per poi custodirle tutto il giorno, fino a quando, di notte, è reso possibile depositare questi rifiuti. Ma ciò non è possibile», ha sottolineato Baldassare, «poiché le alghe creano un odore sgradevole». (VdL )

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