Aliano: rioccupata la villetta confiscata

Montesilvano, il consigliere denuncia: la casa di via Adige va assegnata subito. De Martinis: tutto in regola
MONTESILVANO. La casa di via Adige, confiscata a una famiglia rom e attualmente di proprietà del Comune, sarebbe stata nuovamente occupata dai precedenti proprietari. È quanto denuncia il consigliere Anthony Aliano che, in qualità di ormai ex presidente della commissione Vigilanza, ha più volte sollecitato l’amministrazione affinché la villetta potesse essere presto assegnata, per scongiurare l’ennesima occupazione.
Non è la prima volta che nell’abitazione al civico 14, confiscata nel giugno 2014, ritorna il precedente proprietario. «A giugno di quest’anno a seguito di un sopralluogo», dice Aliano, «avevo constatato lo stato di abbandono dell’abitazione confiscata, chiedendo a gran voce che fosse immediatamente occupata, seppur in attesa dell’assegnazione definitiva, da alcune associazioni locali peraltro presenti in quel giorno. Sia fatta chiarezza su eventuali responsabilità. Assegnarla sulla carta serve a poco se poi non vi è l’occupazione fisica».
A intervenire sull’argomento, replicando alle accuse di immobilismo, è il vicesindaco Ottavio De Martinis: «La casa è stata messa a disposizione della Protezione Civile», spiega, «inoltre l’edificio è quotidianamente sottoposto a controlli della polizia municipale e di un servizio di vigilanza privata e a oggi non risultano situazioni di occupazione abusiva».
A partire dalla fine di ottobre, infatti, la Protezione Civile dovrà abbandonare i locali di via Calabria a causa della decisione dell’amministrazione di contenere le spese degli affitti e all’associazione è stato proposto il trasferimento proprio in via Adige. Una soluzione che però sembra non soddisfare le esigenze dell’associazione, come spiegato nei mesi scorsi dal presidente Andrea Gallerati. Ed è proprio il responsabile a mettere in luce un disagio che da due giorni colpisce la Protezione Civile. Da martedì, infatti, manca la corrente nei locali di via Calabria per via della disdetta del contratto da parte del Comune e l’associazione è costretta a far fronte al problema con un generatore. «Siamo rimasti spiazzati allibiti», commenta Gallerati, «in virtu` della positiva collaborazione in corso con l’amministrazione comunale, che ci aveva appena rinnovato una specifica convenzione per proseguire le nostre attivita` di Protezione Civile sul territorio comunale, non sappiamo spiegarci cosa possa essere accaduto che abbia spinto il Comune a richiedere l’interruzione della fornitura di corrente elettrica».
Anche in questo caso la replica arriva dal vicesindaco: «Si è trattato di un disguido. Avevamo chiesto l’interruzione della fornitura dal 31 ottobre e per errore la corrente è stata staccata in anticipo. Abbiamo già sollecitato l’Enel». (a.l.)

