Alina Cozac strangolata in casa: fu omicidio volontario, pena aumentata a 24 anni

Il delitto di Spoltore. Decisione della Corte d'Appello. I legali di Mirko De Martinis pronti a ricorrere in Cassazione, ecco tutti i dettagli
SPOLTORE. Delitto riqualificato in omicidio volontario e condanna aumentata a 24 anni di reclusione: si è chiuso così oggi, dinanzi alla Corte d'Assise d'Appello dell'Aquila, il processo a Mirko De Martinis, accusato di aver ucciso la convivente Alina Cozac, strangolandola in casa a Spoltore nella notte del 22 gennaio 2023. In primo grado De Martinis era stato condannato a 18 anni di carcere dalla Corte d'Assise di Chieti che aveva riqualificato in omicidio preterintenzionale aggravato dal rapporto di convivenza l'originaria imputazione di omicidio volontario.
Oggi, nel processo d'Appello, la pubblica accusa aveva chiesto per De Martinis la pena dell'ergastolo. All'uomo, che è difeso dall'avvocato Antonio Di Blasio, sono state concesse le attenuanti generiche. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, ma la difesa è già pronta a ricorrere in Cassazione. "Aspettiamo di leggere le motivazioni - dice l'avvocato Di Blasio all'Ansa - resta tutt'ora poco esplorata la parte scientifica che non si è appurata, a mio modo di vedere, sulla causa della morte: ovvero se si è trattato di un asfissia meccanica violenta, oppure se sulle cause della morte abbiano inciso alcune patologie".
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