Alina, indagini chiuse: «Uccisa dal compagno»

30 Gennaio 2024

Spoltore: per la Procura, la 40enne romena fu soffocata da Mirko De Martinis perché voleva lasciarlo

SPOLTORE. La procura di Pescara chiude l'inchiesta sull'omicidio di Alina Cozac, la 40enne romena che sarebbe stata uccisa dal compagno, Mirko De Martinis (48 anni). Il femminicidio si sarebbe consumato la notte del 21 gennaio del 2023 a Spoltore dove la coppia abitava. Il procuratore aggiunto Anna Rita Mantini ha chiuso il cerchio su questo delitto, cristallizzando le accuse nei confronti dell'uomo, arrestato 8 mesi dopo la morte della compagna.
Quella notte fu lo stesso De Martinis a chiamare i soccorsi, affermando che la donna si era sentita male: tesi che ha sempre ribadito nel corso dei vari interrogatori cui venne sottoposto, negando ogni responsabilità circa quella morte. Ma la procura ebbe sin dall'inizio dei dubbi, sollevati peraltro dal medico legale Ildo Polidoro, che notò alcuni segni sospetti sul collo della vittima che potevano dipendere da un soffocamento, e non quindi da un malore. E così l’aggiunto decise di affidare una perizia a una terna di esperti e di attendere il risultato della consulenza prima di prendere qualsiasi decisione. Alla consegna della relazione, che parlava di «asfissia meccanica da strangolamento perpetrato mediante compressione atipica del collo» (forse con l'ausilio di un cuscino frapposto al gomito del presunto assassino), il magistrato fece scattare la richiesta di arresto per omicidio, con l’aggravante del rapporto di convivenza: un reato da ergastolo. E a distanza di quattro mesi da quell’arresto, il difensore dell’indagato, l’avvocato Massimo Galasso, un paio di settimane fa è riuscito a ottenere gli arresti domiciliari per il suo assistito.
I punti sui quali si dovrebbe incentrare la discussione di questo procedimento sono sostanzialmente due: uno riguarda il movente, legato, secondo l’accusa, al fatto che la donna aveva più volte espresso la volontà di interrompere quella convivenza (che durava da circa 16 anni) che le creava tanto disagio, se non addirittura timori e paure: decisione che non sarebbe stata accettata dal compagno. L’altro motivo è molto più tecnico ed è legato al risultato della perizia della procura, contestata dagli esperti nominati dalla famiglia dell'indagato. Su quel presunto strangolamento che presenterebbe, a detta della difesa, alcuni aspetti poco chiari: elementi che verranno posti all’attenzione del giudicante e che solleverebbero dubbi su quella che viene ritenuta una certezza, e cioè la manovra di soffocamento. Si parla di «una serie di criticità circa il metodo adottato dagli esperti della procura e di conseguenza circa le conclusioni a cui sono pervenuti, relative alla causa della morte della Cozac ed alle modalità con le quali si sarebbe verificato l’evento».
Sta di fatto che nel momento in cui la donna è morta, in quell’arco temporale nella casa era presente solo De Martinis che, secondo l’accusa, avrebbe anche cercato di manomettere il cellulare della donna che per qualche giorno rimase nella sua disponibilità, prima di venire sequestrato dalla procura e fatto analizzare da un esperto.
L’indagato, secondo l’accusa, avrebbe cercato di cancellare dei messaggi della donna che esplicitavano quelle sue preoccupazioni, peraltro riferite anche da alcuni testimoni ascoltati dagli inquirenti. Secondo questi ultimi, Mirko aveva negli ultimi tempi comportamenti molto strani ed affermava che la presenza in casa di Alina era negativa, paragonando la compagna al male. Adesso la difesa avrà venti giorni di tempo prima che la procura passi alla richiesta di processo. (m.cir.)