All’Abruzzo servono 326 milioni

22 Novembre 2018

La Svimez calcola la somma per pagare il reddito di cittadinanza

PESCARA . Ammonta a 326 milioni e 316mila euro il fabbisogno occorrente in Abruzzo per finanziare il reddito di cittadinanza, per nove mesi del 2019. È quanto emerge dalle elaborazioni di Svimez, che ha calcolato le somme necessarie per il reddito di cittadinanza nel Sud, ipotizzando la misura operativa da aprile del prossimo anno. I nuclei familiari che potrebbero essere i potenziali beneficiari, nel complesso, sarebbero 43.800. Di questi, settemila con Isee nullo, 9.900 con Isee tra 0 e 3.000 euro, 12.900 tra i 3 e i 6.000 euro e 14.000 tra i 6 e i 9.000 euro. A livello territoriale, del totale, 11.900 potenziali beneficiari sono in provincia di Pescara, 11.200 in quella di Chieti, 10.700 in provincia dell'Aquila e 10.000 in quella di Teramo. Sempre in base allo stesso studio, al Sud i beneficiari del reddito di cittadinanza sono 1.283.400 , di cui la parte preponderante, 391.300 famiglie, sono in Campania, e tra queste le 229.900 che vivono nella provincia di Napoli. A seguire, 342.800 in Sicilia, 214.600 in Puglia, 143.900 in Calabria, 107.000 in Sardegna, 28.600 in Basilicata e 11.400 in Molise. Per i nove mesi del 2019 il reddito di cittadinanza ammonterebbe nel complesso del Mezzogiorno a 10 miliardi e 29 milioni, di cui oltre 3 milioni andrebbero in Campania e 2,7 miliardi in Sicilia. Le risorse postate dal governo nella manovra, dunque, 9 miliardi nel 2019, sarebbero sufficienti a coprire a malapena le esigenze del Sud.
Come osserva Svimez, il reddito di cittadinanza dovrebbe essere l’occasione per «provare a costruire un sistema integrato di servizi per le fasce più deboli della popolazione, attraverso interventi mirati volti a contrastare l’abbandono scolastico, a integrare i servizi socio-sanitari oggi carenti, a rafforzare le politiche attive del lavoro migliorando così la qualità della vita delle fasce più fragili della popolazione. Un percorso più difficile, ma che rappresenterebbe finalmente un grande investimento pubblico per migliorare l’infrastrutturazione sociale delle aree più marginali del Nord e del Sud del Paese, evitando, come troppo spesso in Italia accade, che la povertà si tramandi di padre in figlio»