All’Acerbo 350 ragazzi a lezione dalla polizia

24 Novembre 2018

Il camper rosa contro la violenza di genere fa tappa all’istituto di via Pizzoferrato E proprio dagli studenti arriva il monito: «L’educazione deve partire dai genitori»

PESCARA. «I genitori devono insegnare ai figli l’educazione e il rispetto per le donne». Il monito arriva dagli studenti dell’istituto tecnico Tito Acerbo, diretto da Annateresa Rocchi, dove ieri, per il quarto anno consecutivo, si è fermato il “camper rosa” della Polizia di Stato che da due anni gira tra scuole, piazze, università, centri commerciali, mercati, per inculcare nelle nuove generazioni la «cultura del rispetto» e «far emergere i casi di violenza taciuta e nascosta». L’organizzazione degli eventi è curata dalla prof Maria Elena Cialente.
Erano in 350 (14 classi delle prime) i ragazzi che si sono alternati in due turni nell’aula magna della scuola di via Pizzoferrato per ascoltare le parole e i consigli dei poliziotti che ogni giorno vengono chiamati a «correre sul posto» per sedare liti e violenze che si consumano, spesso tra le pareti domestiche e troppo spesso ai danni delle donne. Sono «rari i casi di donne che picchiano gli uomini», spiegano gli agenti, ma ci sono. In cattedra c’erano il vice ispettore della squadra mobile Francesca Zuccaro, i sovrintendenti capo Gianluca Salvati e Giuseppe Lalli, l’assistente capo Nella Spadaccini e due poliziotti della Scientifica in borghese. Gli agenti hanno mostrato video e spiegato agli studenti, tra cui alcuni delle classi superiori e moltissime ragazze, che «se un uomo ti ricatta, danneggia le tue cose, ti schiaffeggia, ti prende a calci e pugni, ti telefona di continuo per insultarti, se ti controlla e ti segue, questo non è amore». La preside Rocchi ha ricordato che lo scorso anno «una ragazza ha avuto una crisi di pianto». Non ha retto alla tensione dei racconti sui maltrattamenti familiari, esperienza che «lei viveva senza farne parola neppure con i compagni». Quando sente parlare di violenza di genere «mi vergogno di essere maschio, ma ora sappiamo che la denuncia è fondamentale» dice sicuro Simone Libero, 18 anni di Montesilvano, indirizzo informatico. Ester Aureliano, turistico, 18 anni di Collecorvino, racconta di aver «conosciuto una donna picchiata dal suo uomo che poi ha trovato il coraggio di denunciare». I 2 cronisti di “Acerbo news” ringraziano «la scuola per questa opportunità e gli insegnamenti della prof di Lettere Marilena Nobis che ci sprona alla conoscenza». E concludono: «Genitori e docenti uniti per insegnare educazione e rispetto».