«All’hospice malati terminali trattati con amore e professionalità»
Un ringraziamento al personale dell’hospice di Pescara arriva da Nicla Di Nisio, impiegata della Asl e componente della Rsu per la Fials. Nella struttura è stato ricoverato nelle ultime settimane di...
Un ringraziamento al personale dell’hospice di Pescara arriva da Nicla Di Nisio, impiegata della Asl e componente della Rsu per la Fials. Nella struttura è stato ricoverato nelle ultime settimane di vita il papà della donna, Luciano Di Nisio, ex capo squadra dell’Enel in pensione, che è stato «consumato pian piano da una malattia”. Il «mostro”, un tumore al pancreas, «l’ha divorato nel giro di un anno e mezzo”. Durante il ricovero Nicla ha notato che gli addetti dell’hospice «aiutano il malato terminale e i familiari a vivere gli ultimi momenti in maniera dignitosa e serena. Ogni paziente ha una propria stanza dove i parenti possono assistere 24 ore su 24 il proprio caro e ci sono anche degli spazi comuni (come la cucina e un terrazzino). Nei giorni di degenza ogni componente del reparto ha lasciato in noi qualcosa di unico e indescrivibile, ha dato serenità al mio papà. Sono persone straordinarie che dedicano la propria vita a portare un sorriso a chi sta vivendo una situazione decisamente poco allegra. Ed è proprio il sorriso la medicina miracolosa che quotidianamente viene donata all’hospice ai pazienti e ai familiari. Voglio ringraziare uno a uno questi “eroi”», prosegue la donna.
Osservando chi lavora all’hospice Nicla Di Nisio ha imparato «a trattare la morte non come un tabù, ma come una fase della vita che va accettata per quella che è. E il dolore per la perdita di una persona cara va trasformato nell’amore che ci ha legato per una vita intera a chi non c’è più. Gentilezza, amore e professionalità sono le grandi doti del personale di questo reparto speciale”. Il ringraziamento di Di Nisio va anche a chi è stato vicino al padre durante la malattia e cioè tutti i suoi colleghi dell’Enel e gli amici cacciatori ("il branco"), i colleghi di Nicla delle strutture della Asl di Pescara, Scafa, Tocco, Popoli e Penne, con medici, direttori, infermieri e impiegati, i componenti delle segreterie Fials di Pescara, Chieti e Teramo, la polizia penitenziaria, l'assessore Donato Di Matteo, il dottor Antonio Saia e i componenti della Misericordia di Scafa.
Osservando chi lavora all’hospice Nicla Di Nisio ha imparato «a trattare la morte non come un tabù, ma come una fase della vita che va accettata per quella che è. E il dolore per la perdita di una persona cara va trasformato nell’amore che ci ha legato per una vita intera a chi non c’è più. Gentilezza, amore e professionalità sono le grandi doti del personale di questo reparto speciale”. Il ringraziamento di Di Nisio va anche a chi è stato vicino al padre durante la malattia e cioè tutti i suoi colleghi dell’Enel e gli amici cacciatori ("il branco"), i colleghi di Nicla delle strutture della Asl di Pescara, Scafa, Tocco, Popoli e Penne, con medici, direttori, infermieri e impiegati, i componenti delle segreterie Fials di Pescara, Chieti e Teramo, la polizia penitenziaria, l'assessore Donato Di Matteo, il dottor Antonio Saia e i componenti della Misericordia di Scafa.

