Alla scoperta dei rifugi del Monte Morrone

18 Luglio 2018

Escursioni con il Cai al Colle delle Vacche, sabato e domenica, nell’ambito del progetto regionale Ram

PESCARA. Si chiama “Ram-Rifugi aperti del Mediterraneo”, l’iniziativa promossa dal Cai Abruzzo, con il supporto di Slow Food e della Regione, che si svolge sabato e domenica prossimi. A presentare il pacchetto di escursioni, nato con l’obiettivo di valorizzare la funzione dei rifugi nell'Appennino abruzzese, l’assessore regionale al turismo, Giorgio D’Ignazio, il direttore del dipartimento, Francesco Di Filippo, il presidente regionale del Cai, Gaetano Falcone, il presidente della commissione rifugi e opere alpine, Marcello Borrone, e il presidente della commissione tutela e ambiente montano, Carlo Iacovella. «L’Abruzzo è una realtà che va dalla montagna al mare», ha detto l’assessore, «passando per le colline, e se sul turismo giochiamo la nostra partita, a livello nazionale, è perché abbiamo un pacchetto montagna da offrire».
Il programma di sabato prevede un'escursione lungo la salita che da Bagnaturo porta al rifugio di Colle delle Vacche, con pernottamento nei Rifugi di Jaccio Grande e Jaccio della Madonna. Il giorno dopo gli escursionisti percorreranno la cresta del gruppo del Morrone e si ricongiungeranno, al Rifugio di Monte Corvo, con il gruppo che salirà la mattina dal Centro Forestale. Domenica, oltre all'accoglienza di tutti i partecipanti e ai saluti delle autorità, un momento di riflessione scientifica e un pranzo informale, con prodotti locali, patrocinato da Slow Food. «In Abruzzo abbiamo 6.000 chilometri di sentieri, circa 500 stazzi pastorali, ma pochissimi rifugi, appena 30, solo 5 dei quali effettivamente classificati come tali e in grado di esercitare la loro funzione», ha spiegato Marcello Borrone.
Rifugi aperti del Mediterraneo fa parte di un progetto più ampio, ideato da Borrone, che ha la funzione di riscoprire i rifugi appenninici e recuperare la rete degli stazzi dei pastori, disseminati lungo la cordigliera lunga 1.500 chilometri e che attraversa 15 regioni italiane.
La ricerca ha l’obiettivo di costituire la base scientifica con la quale affrontare gli aspetti di pianificazione turistica, di architettura, di edilizia, tecnologici e culturali, volti a riutilizzare il patrimonio locale, nell’ambito dello sviluppo sostenibile della montagna.