Allagamenti, pronti i rimborsi Ma bocciata una domanda su 5

Arrivano le lettere ufficiali ai cittadini che hanno chiesto i risarcimenti per il maltempo del 2013 e 2015 Nessuna certezza per i titolari di partita Iva: non ci sono date nonostante richieste e perizie giurate
PESCARA. I rimborsi per i danni provocati dalle alluvioni li stanno aspettando da 4 anni quando le loro case furono inondate da acqua, fango e liquami di fogna. Per ora, i soldi non sono ancora arrivati e restano una promessa. In compenso, nella cassetta delle lettere, i residenti hanno trovato le lettere ufficiali che annunciano pagamenti imminenti. Fondi erogati dalla Regione Abruzzo, girati ai Comuni e, poi, ai cittadini. Ma i soldi non andranno a tutti quelli che hanno denunciato danni dopo il maltempo del 2013 e del 2015: di tutte le richieste presentate dagli abitanti di Pescara, Montesilvano, Spoltore e Francavilla, una su 5 è stata bocciata. Senza contare i titolari di attività, possessori di partita Iva, che non hanno ancora nessuna certezza su quando e come avranno un risarcimento danni.
Solo per i privati. Finora, la Regione ha stanziato risorse solo per i privati: per i 4 comuni, la Regione ha concesso quasi 1,7 milioni di euro. Su 222 domande presentate da privati nei 4 centri, 181 sono state accolte mentre 41 sono state cestinate per mancanza di documenti e requisiti. A Pescara sono state bocciate 19 domande su 68, a Montesilvano 9 su 32, a Spoltore nessuna e a Francavilla 13 su 98.
Lettere ufficiali. I soldi non sono stati ancora accreditati sui conti correnti comunicati dai cittadini: gli abitanti hanno ricevuto le lettere dai Comuni di residenza in cui si afferma che «il dipartimento Opere pubbliche della giunta regionale ha approvato la richiesta di contributo per danni subiti in occasione dell’emergenza del novembre/dicembre 2013». Un’emergenza senza pari con l’esondazione del fiume Pescara e di Fosso Grande tra Pescara e Villa Raspa di Spoltore, raffica di allagamenti a Montesilvano e Francavilla.
Contratti di finanziamento. I contributi della Regione, dopo una convenzione siglata il 17 novembre 2016 tra la Cassa depositi e prestiti e l’Associazione bancaria italiana, saranno erogati sotto forma di «contratto di finanziamento» che servirà a coprire le spese già sostenute in passato e quelle ancora da fare. «Successivamente alla stipula del contratto di finanziamento», spiega la lettera, «il Comune attiverà l’istruttoria per rilasciare il nulla osta per l’utilizzo del contributo». Dopo il nulla osta dei Comuni, fondato su preventivi e fatture per i lavori, «il beneficiario potrà presentare all’istituto di credito la richiesta di utilizzo». Senza documenti non ci saranno contributi. Ci sono tre anni per spendere i fondi: se non saranno usati per fare i lavori di riparazione dei danni, la Regione se li riprenderà.
Nuove domande entro il 19. Per l’ondata di maltempo che ha interessato anche Pescara nello scorso gennaio, c’è tempo fino al 19 maggio per presentare le richieste di ristoro per immobili e attività danneggiate: sul sito del Comune di Pescara, è possibile reperire la documentazione. «Una volta presentate, le istanze dovranno essere accolte», recita una nota del vice sindaco Pd Antonio Blasioli, «confidiamo nella capienza del dispositivo, quindi che la maggior parte o tutte le domande vengano evase e coperte dai fondi ministeriali, tuttavia è bene precisare che le istanze e schede di ricognizione dei danni del presente avviso non costituiscono riconoscimento automatico di eventuali contributi a carico della finanza pubblica per il ristoro dei danni subiti».
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