Allarme siccità: a rischio 5.300 imprese abruzzesi

17 Luglio 2022

Ingenti danni ad aziende agricole e artigiane per la scarsità di acqua

Il caldo torrido che sta interessando l'Italia non risparmia l'Abruzzo e le temperature record di questi giorni non solo hanno effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare tra le fasce deboli, ma stanno provocando anche un danno alle aziende da un lato e all'ambiente a causa degli incendi dall'altro. A rischio 4.000 aziende agricole e 1.300 imprese artigiane. La prossima settimana inoltre la situazione climatica andrà peggiorando e potrebbero esserci città con bollino rosso e allerta di livello 3, che indica condizioni di emergenza e ondata di calore, anche in Abruzzo. L’estate 2022, iniziata a maggio, è molto simile all’estate del 2003 il cui caldo venne definito “Hyperestremo”. Al momento le temperature medie sono seconde solo a quella estate, mentre le precipitazioni sono inferiori al 2003. «Una situazione difficile ma sotto controllo», secondo l'assessore alle Risorse idriche, Emanuele Imprudente. La Regione sta monitorando costantemente la situazione.
RISORSE IDRICHE
Dai consorzi acquedottistici e dalle società abruzzesi per la gestione delle risorse idriche arrivano segnali incoraggianti anche se le difficoltà non mancano. Giovanna Brandelli, presidente dell'Azienda consortile acquedottistica (Aca) di Pescara parla di una «situazione non ai livelli standard ma migliore dello scorso anno». «Abbiamo un margine di risorse tali da non dover ancora intervenire con razionamenti», sottolinea, «la variabile è la domanda, soprattutto con l'arrivo dei turisti. Continuiamo a fare campagne di sensibilizzazioni e a monitorare la situazione». Prudenza anche nell'Aquilano. «Grazie a una politica di razionamento, ancora in corso, e che prevede la chiusura di fontane pubbliche e fontanelle (escluse quelle monumentali del centro)», afferma Alessandro Piccinini, presidente del Cda della Gran Sasso Acqua, «siamo riusciti finora a garantire le risorse idriche alla popolazione. Abbiamo anche previsto avvisi ai sindaci, affinché emanino ordinanze che vietano l'uso extradomestico dell'acqua. Il livello attuale delle falde idriche ci assicura una buona riserva per tutta l'estate e non sarà necessario alcun razionamento».
LE AZIENDE
Ma il caldo provoca anche un danno economico che coinvolge le aziende abruzzesi del settore agricolo, sia sulla costa che nell'entroterra, sia nel settore vitivinicolo e olivicolo-oleario i cui danni si vedranno tra qualche mese, sia in quello degli ortaggi, che sta subendo conseguenze più dirette e immediate. La crisi idrica sta mettendo in ginocchio oltre 4mila aziende abruzzesi, concentrate prevalentemente nel Fucino e già fortemente provate dall’aumento dei costi per la semina e dai prezzi dei prodotti al mercato. «La primavera scorsa è stata caratterizzata da una forte siccità che, di fatto, durante il periodo di semina ha comportato maggiori e più intense lavorazioni con conseguente maggiore utilizzo di gasolio», ha spiegato il direttore di Coldiretti della provincia dell'Aquila, Domenico Roselli, «la scarsità di acqua presente nei canali del Fucino, molto spesso, ha comportato l’attingimento della stessa in punti più lontani dai terreni da irrigare. Ciò ha comportato un maggiore consumo di gasolio. Per questo è necessario attivare delle procedure formali che, in tempi rapidi, consentano agli imprenditori agricoli la possibilità di richiedere e di beneficiare del supplemento di assegnazione del gasolio agricolo per fronteggiare gli oneri che sono derivati dalle criticità descritte e proseguire nei lavori che si renderanno necessari fino alla fine dell’anno». Ci sono poi in Abruzzo oltre 1.300 imprese artigiane con più di 4mila addetti che operano nei comparti manifatturieri con la maggiore intensità di utilizzo dell'acqua. Una causa di questa situazione è la dispersione della risorsa idrica. Secondo Confartigianato imprese Chieti-L'Aquila, la maglia nera d'Italia spetta al comune di Chieti dove si perde il 71,7 per cento dell'acqua immessa in rete. Tra i settori più idro-esigenti c'è quello estrattivo, seguito da tessile, petrolchimico, farmaceutico, gomma, materie plastiche, vetro, ceramica, cemento, carta e prodotti in metallo. Del totale delle imprese artigiane coinvolte, 251 sono nell'Aquilano (614 addetti), 411 nel Chietino (1.270 addetti), 356 nel Teramano (1.274 addetti) e 294 nel Pescarese (887 addetti). In Abruzzo nel complesso sono 2.467 le imprese colpite dalla crisi idrica, per un totale di 28.814 addetti: 819 imprese sono nel Chietino (11.236 addetti), 413 nell'Aquilano (2.122 addetti), 737 nel Teramano (8.329) e 498 nel Pescarese (5.128).
LA REGIONE
Consapevole della situazione di emergenza, la Regione sta monitorando costantemente la situazione delle risorse idriche. «A parte alcune situazioni particolari», ha sottolineato l'assessore Imprudente, «la situazione, se pur difficile, è sotto controllo. Non c'è una criticità generale per quanto riguarda l'acqua per uso civile mentre il forte caldo, al di là della siccità, sta rendendo la vita difficile alle aziende agricole che producono particolari colture».
CRISI IDROELETTRICA
Tra le criticità segnalate da Confartigianato, il calo della produzione idroelettrica nei primi 5 mesi del 2022 e la dispersione della risorsa idrica a causa delle cattive condizioni delle infrastrutture. Tre comuni capoluogo su 4, in Abruzzo, registrano dati allarmanti e superano la media nazionale (36,2%): in testa c'è Chieti, maglia nera d'Italia, con il 71,7% di dispersione, seguita da Pescara (58,9%, undicesimo posto) e dall'Aquila (50,7%, 25/mo posto). Si salva solo Teramo, in 72/ma posizione con il 28,6%.
INCENDI
Il caldo anomalo non fa altro che aumentare il rischio incendi. Molte regioni d’Italia hanno già dichiarato lo stato di emergenza e la stessa sorte potrebbe capitare all'Abruzzo. Stando alle prime stime, negli ultimi due mesi gli incendi sono aumentati del 150% provocando danni incalcolabili.
ANIMALI DOMESTICI
Con il caldo torrido è emergenza anche per i cani e altri animali domestici. Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali) raccomanda di non lasciarli chiusi in macchina anche se all'ombra, o in luoghi privi di ventilazione e di chiamare le guardie zoofile, oltre che le forze dell'ordine in caso di necessità.
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