Allarme sicurezza M5S: la città a rischio

Pettinari: siamo in piena emergenza. E FdI attacca il sindaco
PESCARA. «Scorrerà altro sangue sulle strade e il prossimo potrebbe essere il nostro». Ci va giù duro il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari, che da anni combatte la sua personale battaglia per spingere le istituzioni a un maggiore controllo del territorio.
Dopo l’accoltellamento di lunedì sera tra un africano e un pescarese, che si sono sfregiati a colpi di coltello e cocci di bottiglia verosimilmente per questioni di droga, si riaccendono prepotentemente i riflettori sul parco che si trova in piazza di Santa Caterina, da anni frequentata dalla microcriminalità. E oggi, dopo i fatti di sangue di inizio settimana, quella piazza diventa il terreno di uno scontro della politica, anche all’interno della stessa maggioranza comunale.
Mentre «le strade si macchiano di sangue, come in quest’ultimo caso», e dopo «una impennata da far paura» di reati come «risse, stupri, atti intimidatori, scippi, rapine e furti nell’ultimo anno», attacca il consigliere regionale del M5S, «ci si ostina a dire che non vi è una emergenza sicurezza e che i reati sono in calo. Allucinante. Alle istituzioni, che ormai mi considerano un appestato a causa delle mie denunce sul controllo del territorio», Pettinari manda a dire che «quel sangue potrebbe essere il nostro». Lo stesso pensiero è emerso dagli sfoghi dei residenti di piazza Santa Caterina, che ieri, al Centro, hanno rivelato le loro paure riguardo agli episodi crescenti di criminalità nel quartiere.
Pettinari, «minacciato di morte diverse volte», ricorda l’esperienza di «qualche anno fa in via Caduti per Servizio», nel quartiere Fontanelle, altra zona difficile. «Nel 2011, grazie al supporto dell’esercito, non si muoveva più una foglia e il quartiere era diventato il paradiso, a detta dei cittadini». Dunque, la proposta di Pettinari: «L’unica strada per uscire da questo vortice inarrestabile è riconoscere l’emergenza sicurezza in alcune zone calde di Pescara, Rancitelli – Ferro di cavallo, Fontanelle - via Caduti per Servizio, via Rigopiano - case popolari, dove dovrebbero essere istituiti presidi fissi con blindati e pattuglie miste polizia-esercito, con l’attivazione del programma “Strade sicure”». Qualora «non venisse decretata l’emergenza sicurezza», questa l’opinione del consigliere pentastellato, «le forze di polizia continueranno ad intervenire a fatto accaduto, come sta succedendo, e non riusciranno mai a prevenire tutti i fenomeni di sangue». E chiede la «convocazione della conferenza regionale di autorità della pubblica sicurezza» con tutto lo stato maggiore delle forze dell’ordine.
Il sindaco Carlo Masci, che nei giorni scorsi si è presentato in piazza Santa Caterina per incontrare i cittadini, è in prima linea sulla questione: «Il controllo c’è, è totale. E c’è tutto il nostro impegno a pattugliare e intervenire, portando molti più vigili sulle strade, a fianco alla polizia. Sul parco di piazza Santa Caterina ho già chiesto ad Attiva la potatura di alcune piante, che si rivelano utili a nascondere determinate situazioni ma anche del materiale», magari illecito.
Contro Masci, il fuoco amico. Al suo annuncio di chiudere il parco all’ora di pranzo e dopo le 18 (l’ordinanza è stata firmata due giorni fa), replicano i consiglieri di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rapposelli e Massimo Pastore, che si dicono «totalmente contrari». Una decisione, a parere dei due componenti del gruppo di maggioranza, che appare «frettolosa, penalizzante per le esigenze di cittadini e residenti, beffati» da questa decisione perché non potranno «utilizzare lo spazio con figli e anziani». Quindi le soluzioni proposte: «Il controllo h 24 con presenza fissa della polizia, potenziamento della pulizia e affidamento della gestione del parco ad associazioni o privati».
La proposta del parco chiuso è arrivata dai cittadini ma solo «per disperazione», come hanno detto loro stessi. In realtà lo vorrebbero aperto, «altrimenti per noi sarebbe una sconfitta», hanno detto. E poi chiedono «il vigile di quartiere e le telecamere, che sono state tolte».
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