Allarme via Marconi «Vendite dimezzate e picco di incidenti»

15 Ottobre 2023

Attacco del candidato sindaco Pettinari insieme ai residenti: «Serve un atto di coraggio, Masci blocchi la nuova viabilità» 

PESCARA. Lamenta la crescita esponenziale degli incidenti in viale Marconi e circa il 50 per cento degli incassi in meno per i commercianti in appena 9 mesi, da quando è stata inaugurata la nuova viabilità a quattro corsie, in base a «un progetto scellerato, bipartisan, avviato dalla precedente amministrazione di centrosinistra e poi portato a termine dal centrodestra». Per il vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, che ieri mattina è tornato a sollevare la questione del mancato collaudo dell’arteria, affiancato da circa cinquanta tra residenti e commercianti, si tratta di una «scelta politicamente scellerata e devastante sulla pelle dei cittadini» che si affianca a quella, più recente, del taglio di lecci e tamerici in viale Primo Vere.
SETTE MESI SENZA COLLAUDO
Sono diverse le criticità denunciate dal vicepresidente del consiglio regionale, che da qualche settimana ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Pescara fuori dal Movimento 5 stelle: «Viabilità compromessa, parcheggi inesistenti, scarsa sicurezza per i pedoni e mancanza di segnaletica orizzontale, uno scenario da incubo che è costretto a sopportare chi vive ogni giorno viale Marconi». «Scelte che stanno ammazzando i commercianti», puntualizza Pettinari, «in base a una mia mappatura abbiamo un negozio chiuso ogni tre aperti. Una situazione che in viale Marconi, che viveva di commercio, è ancora più allarmante visto che a causa della mancanza di parcheggi qui non si ferma più nessuno. La viabilità è pericolosissima, fuori norma, al punto che da sette mesi si sta attendendo la firma di un collaudo che non arriva». Di qui le accuse di «inerzia» nei confronti «di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia su un collaudo fermo da ormai 7 mesi che sta costando caro alla città, sia in termini di viabilità che economici».
LA RICHIESTA AL SINDACO
Fin qui la protesta. Poi, la proposta di «un atto di grande coraggio, forza e responsabilità», con la sottolineatura che «io sarei pronto a farlo se i cittadini mi investiranno dell’onere e l’onore di governare questa città». «Il sindaco potrebbe fare un atto in autotutela», dice Pettinari, «anche con un’ordinanza, riprendendo il parere di autorevolissimi studi legali, compreso quello che sta curando il ricorso al Tar, dell’Aci e dei comitati, per riportare alle origini la viabilità di questa zona, semplificandola e ripristinando parte dei parcheggi. Subito dopo si potrebbero adottare dei piccoli accorgimenti che possano mettere in sicurezza la strada, visto che gli interventi per disabili e pedoni andavano fatti, ma non con questo stravolgimento. Questa viabilità poteva funzionare in una grande metropoli: o a via Palmiro Togliatti a Roma o a corso Sempione a Milano. Invece si è voluto calare forzosamente il finanziamento europeo in questa viabilità».I cittadini, riuniti ieri mattina con Pettinari, si dicono «confusi e disorientati», perché «non sanno dove andare».
TAGLIO DEGLI ALBERI
Quanto alla seconda questione, ossia gli alberi abbattuti in viale Primo Vere, in corrispondenza del cantiere sul lungomare sud, Pettinari contesta «il taglio indiscriminato così come avvenuto in via Pepe, corso Vittorio e strada parco» dicendosi in accordo con le associazioni ambientaliste che hanno denunciato l’accaduto. «Sono stati tagliati in maniera indiscriminata non solo alberi malati», dice, «ma anche in buona salute. Un vero e proprio attacco al verde pubblico, perpetrato con l’aggravante della mancanza di un piano regolatore del verde, quindi uno strumento strategico con cui monitorare le aree verdi urbane».
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