Alle famiglie 4 milioni per l’assistenza

Nuovo bando della Regione rivolto a chi si prende cura dei familiari (caregiver). Ecco come funziona
PESCARA. Si prendono cura dei propri familiari anziani, malati, oppure con gravi problemi di salute, rinunciando alla carriera, spesso anche alla vita privata e di relazione. Sono i “caregiver”, come si chiamano oggi, e nella stragrande maggioranza si tratta di donne, che dopo una vita spesa ad accudire gli altri si ritrovano sole, senza lavoro, senza competenze professionali, e magari anche senza pensione. Per loro oggi sono a disposizione 3,8 milioni di euro, che la Regione ha stanziato nell’ambito dell’avviso “Abruzzo Care family”, finanziato attraverso il piano operativo del Fondo sociale europeo 2017-2019.
A illustrare l’iniziativa, ieri mattina, l’assessore regionale alla promozione sociale, Marinella Sclocco, e il responsabile dell’ufficio delle politiche sociali, Raimondo Pascale. Sono due, come ha spiegato Sclocco, le linee di azione attraverso le quali “Abruzzo Care Family” esplica la sua azione: la prima prevede la presa in carico di nuclei familiari alle prese con uno o più problemi, con l’erogazione di voucher per servizi a supporto dei caregiver. La seconda linea prevede percorsi formativi, sempre destinati ai caregiver, affinché, quando ci saranno le condizioni, possano rimettersi in circolo. A presentare i progetti possono essere associazioni temporanee di scopo, il cui capofila sia un ambito distrettuale sociale, ma possono partecipare anche associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, organizzazioni no-profit, organismi formativi accreditati, servizi per l’impiego, Asl e distretti sanitari.
Il soggetto proponente deve assolvere a una serie di compiti, a partire dall’analisi dei bisogni esistenti nel territorio e l’individuazione del luogo in cui attivare gli hotspot, i punti di accesso.
Saranno sempre i proponenti a creare servizi “family by family”, azioni di aiuto tra famiglie , e a offrire supporto psico-socio educativo da parte di personale qualificato, oltre ad attivare percorsi formativi in favore del caregiver familiare.
Possono essere inseriti in questa rete, ha spiegato l’assessore Sclocco, «i nuclei familiari multi problematici in situazione di povertà grave o a forte rischio di discriminazione, ma anche famiglie che non sono ancora arrivate a questo livello ma che rischiano di scivolarci». Tra i requisiti per essere ammessi ai percorsi, la residenza della regione, la situazione di povertà certificata da Isee inferiore a 6mila euro, disoccupazione o inoccupazione, non avere fissa dimora, avere più di 45 anni, soggetti con disabilità, invalidi civili, psichici e sensoriali, vittime di sfruttamento e violenza da parte delle organizzazioni criminali. Sono ammessi anche migranti, stranieri, minoranze.
I proponenti hanno tempo fino al 28 maggio di quest’anno per presentare la domanda, attraverso la procedura prevista (all’indirizzo http//app.regione.abruzzo.it/avvisi pubblici/). Ai soggetti proponenti potranno in seguito rivolgersi i caregiver, quando i progetti saranno stati approvati e finanziati. I fondi sono sufficienti all’attivazione di 12 progetti.

