«Allergie, il reparto va riaperto»

Fiorilli e Foschi protestano in ospedale insieme ai pazienti
PESCARA. «Riaprire il reparto di Allergologia smantellato dal gennaio scorso, quando la direzione generale della Asl ha requisito due delle tre stanze ambulatorio, oggi relegato a magazzino».
Con striscioni alla mano “Riaprite il reparto, pazienti senza assistenza”, Berardino Fiorilli e Armando Foschi, promotori dell’associazione “Pescara Mi piace” hanno inscenato una manifestazione di protesta, ieri mattina, dinanzi la porta del reparto dimezzato (che si trova all’interno della Stroke unit) al settimo piano dell’ospedale e hanno tenuto una conferenza stampa per non spegnere i riflettori su una situazione che si trascina da due mesi.
«Oggi», hanno annunciato ieri Fiorilli e Foschi, «abbiamo protocollato la richiesta di un incontro urgente con il manager Armando Mancini e con il direttore sanitario Valterio Fortunato per affrontare la vicenda. Nel frattempo presenteremo il ‘caso’ alla commissione Vigilanza del Comune, chiedendo la convocazione del sindaco Marco Alessandrini, che è presidente del Comitato ristretto dei sindaci e ha il dovere di tutelare il diritto alla salute dei cittadini».
Presenti alla protesta «anche alcuni pazienti in lista d’attesa da un anno per effettuare le prove allergiche ai medicinali, che vanno obbligatoriamente eseguite dentro l’ospedale in regime di day hospital» spiegano in una nota i due esponenti di Pescara Mi piace.
«Già a gennaio», proseguono i due che annunciano di voler interessare il presidente della Regione Marco Marsilio, «abbiamo lanciato il primo allarme quando, di punto in bianco, tutti i pazienti che da un anno avevano prenotato i test allergici nel reparto di Allergologia dell’ospedale hanno ricevuto una telefonata direttamente dal reparto, con la quale è stato loro comunicato l’annullamento dell’appuntamento e l’impossibilità a una immediata riprenotazione dei test». In sostanza «ai pazienti, dirottati altrove, è stato detto che, per cause indipendenti dal reparto stesso, non potevano più effettuare la prestazione ambulatoriale e che sarebbe stato il reparto a richiamare per fissare una nuova data non appena si fossero ripresentate le condizioni. Gli appuntamenti annullati erano quelli inerenti le prove di sensibilità allergologica ai farmaci, o agli insetti o agli alimenti, per i quali è previsto il day hospital esclusivamente nel nosocomio proprio perché, dovendo verificare la sensibilità del paziente a farmaci che potrebbero scatenare reazioni anche pericolose, implicano la disponibilità del pronto soccorso».

