Allevamenti e oliveti danni per 52 milioni

11 Febbraio 2017

Coldiretti: zootecnica e indotto rischiano di sparire senza interventi di sostegno Lunedì a Basciano e Penne il presidente nazionale dell’associazione Moncalvo

PESCARA. La stima dei danni indiretti all’agricoltura abruzzese ammonta a oltre 50 milioni di euro. Lo dice Coldiretti che lunedì si mobilita assieme agli agricoltori e agli allevatori colpiti dal terremoto e dal maltempo e al presidente nazionale Roberto Moncalvo che sarà a Basciano a partire dalle ore 9 nell’ azienda agricola San Vincenzo (Salumieri di Castel Castagna), dove sono morti migliaia di animali, sono crollate numerose stalle e dove è stato danneggiato lo stabilimento di produzione dei salumi.

L’obiettivo è ancora una volta di puntare l’attenzione su una emergenza drammatica per il comparto e discutere delle misure di sostegno necessarie a livello nazionale e comunitario, delle iniziative di solidarietà attuate e delle proposte per superare l’emergenza.

Alle ore 12 l’unità di crisi della Coldiretti con il presidente Moncalvo sarà in Contrada Nortoli a Penne, nell’ Azienda agricola D’Angelo Gianluca, con la stalla crollata e danni causati dalla neve in abbinamento al sisma per incontrare gli allevatori pescaresi e chietini. «La situazione è drammatica nelle campagne abruzzesi», spiega Coldiretti, «dove ad essere colpita è stata soprattutto l’attività di allevamento che ora rischia concretamente di scomparire portandosi dietro un patrimonio inestimabile di tradizioni e di eccellenze, dal pecorino di Farindola alla mortadella di Campotosto fino ai salumi teramani che, una volta estinte, sarebbero irrecuperabili».

La stima dei danni è stata fatta sulle medie storiche di produzione regionale e sulle segnalazioni effettuate dalle aziende agricole, Coldiretti stima un danno indiretto al settore di 52 milioni di euro relativi all’interruzione dell’attività agricola e al tempo necessario per il ripristino della normale attività. Nel dettaglio, il settore più colpito è sicuramente quello zootecnico con un danno indiretto stimato così ripartito: per i bovini da latte la perdita è di 6milioni di euro tra mancato reddito relativo al tardivo o omesso ritiro del latte e una perdita di reddito (la normale funzionalità di un’azienda agricola potrà riprendere solo in estate inoltrata) quantificabile in circa 5 milioni. Per gli ovini da carne e da latte il danno è quantificabile in circa 9 milioni di euro per le mancate nascite mentre per le morti premature in circa sei milioni. Per i suini da carne il danno consiste nella perdita del capo e di fatto di tutto il ciclo produttivo dell’anno a cui si devono aggiungere ingenti danni alle strutture il cui ripristino potrà avvenire solo dopo la ricostituzione della consistenza di stalla. Valore stimato del danno è circa 2 milioni e 500mila euro. Oltre al settore zootecnico, sono stati registrati danni al settore olivicolo con una stima dei danni diretti e indiretti che si aggira intorno al 35% ed è quantificabile in 15 milioni. Per il settore ricettivo (agriturismo), va considerato che nelle zone interessate dagli eventi gli agriturismi sono circa 160, molti dei quali già fortemente colpiti dal sisma del 2009 e negli ultimi anni in ripresa, con un danno ad oggi quantificabile in termini di mancate presenze in circa 9 milioni. Intanto continua la gara di solidarietà per gli allevatori colpiti. Ieri da Salerno è partita la carovana di aiuti per gli agricoltori di Abruzzo e Umbria. Cinque i tir carichi di fieno e paglia diretti a Valle Castellana in provincia di Teramo, Cascia e Pescara.

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