Alloggi a prezzi popolari Piano archiviato, è scontro

San Giovanni Teatino. La modifica della convenzione con la Terna cancella il programma del social housing per lasciare spazio al progetto della scuola
SAN GIOVANNI TEATINO. «Il progetto Garibaldi 49, con alloggi popolari da assegnare a pensionati o giovani coppie in difficoltà, era solo uno spot elettorale». A sostenerlo è il gruppo di opposizione San Giovanni Democratica (Sgd) all’indomani del Consiglio comunale, che ha modificato la convenzione con la Terna per dare il via libera alla costruzione della nuova scuola dell’infanzia, accanto all’asilo nido di via Ciafarda, al posto dell’intervento di social housing, che invece era stato inserito l’anno scorso nell’elenco delle opere finanziate dal gestore elettrico, a titolo di compensazione per il passaggio dell’elettrodotto Montenegro-Villanova.
Gli alloggi, una trentina, da affittare a tariffe popolari ai cittadini in condizioni di disagio abitativo e economico erano previsti al civico 49 di via Garibaldi, dove sorge il centro sociale per anziani. Un progetto che tenne banco durante la campagna elettorale per le critiche degli avversari alla maggioranza del sindaco Marinucci, soprattutto per aver fatto uscire un avviso, per la raccolta di manifestazioni d’interesse, rivolto ai cittadini interessati alle case comunali. «L'amministrazione ha basato la campagna elettorale sul social housing, sostenendo la priorità assoluta dell’intervento» affermano i consiglieri Pino Costantini, Giulia Parrucci e Cinzia Silvestri. «Ora non è più così, la campagna elettorale è finita. Cambiano gli accordi con Terna e il piano sugli alloggi viene cancellato. Nel 2016, il sindaco Marinucci, l'assessore Bronzino e alleati hanno incontrato i cittadini per illustrare "Garibaldi 49, primo social housing in Abruzzo e del centro-sud Italia. Adesso la priorità è invece il polo d'infanzia, con un esborso di circa due milioni e mezzo di euro. Priorità che noi avevamo segnalato da tempo, ma che finora si erano rifiutati di ammettere». L’opposizione pone l’accento sull’incoerenza della maggioranza: «Dove sono finite ora le esigenze dei cittadini rilevate nel 2016? Anziani soli in difficoltà, giovani coppie, gruppi monoparentali appartenenti a categorie svantaggiate, separati e divorziati con bambini a carico, attendevano quest’opportunità promessa e garantita da Marinucci e dai suoi alleati. A cosa sono servite le oltre 40 manifestazioni di interesse fatte presentare ai cittadini durante la campagna elettorale? Che fine ha fatto l’obiettivo benessere abitativo e integrazione sociale con il vicinato e il territorio?».
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