Alloggi vista mare, pronti i ricorsi

28 Gennaio 2018

Rischia di approdare davanti al Tar e alla Corte dei conti il provvedimento sulla convenzione con il costruttore D’Andrea

MONTESILVANO. Rischia di approdare davanti al Tar e alla Corte dei conti il provvedimento sugli alloggi “vista mare” approvato dalla giunta Maragno tra le contestazioni di una parte della maggioranza di centrodestra e dei comitati civici. A ventilare ricorsi è il capogruppo dell’ala destra della coalizione che governa la città, Anthony Aliano, leader del gruppo #montesilvano 2019, lo stesso cartello politico rappresentato in giunta dalla delegata all’Urbanistica, Manola Musa, che il giorno dell’adozione della delibera ha lasciato la seduta dell’esecutivo in segno di protesta.
Aliano contesta all’amministrazione di aver “rinnovato” una convenzione urbanistica per il comparto Pp1, nella zona del “Curvone”, un’area considerata di particolare pregio per direzionalità turistica e ricettività. Convenzione risalente al 2008, e che sarebbe arrivata in scadenza quest’anno, con cui Comune e società di costruzioni D’Andrea concordarono oneri di urbanizzazione, a favore dell’amministrazione di Montesilvano, per un importo che Aliano definisce «irrisorio, pari a circa a 27,53 euro per ogni metro cubo costruito». Un dato che, a giudizio del capogruppo di #montesilvano2019, «diventa esilarante, se si pensa che al costruttore è stata conferita la possibilità di scomputare oneri di urbanizzazione, primari e secondari ancora dovuti, pari a circa 404mila euro, per eseguire lavori di costruzione della piazza a ridosso di abitazioni e locali commerciali, costati alla collettività ben 100 euro per metro quadrato».
In pratica, se per un verso, all’impresa le opere da eseguire, a spese proprie, costerebbero 27,53 euro a metro cubo costruito, per l’altro, ne sarebbero stati riconosciuti 100 per metro quadrato su una piazza realizzata a spese della collettività. Aliano, tra le altre cose, rileva «un bonus di volumetria pari al 20% in più dell’indice edificabile, in applicazione di una norma abrogata nel 2010». E si chiede inoltre perché, «a fronte di tali vantaggi a favore del privato, l'amministrazione non abbia concordato – approfittando della imminente scadenza di titoli e convenzione – modifiche rilevanti, riconducendo le condizioni a valori accettabili».
Il capogruppo di #montesilvano2019 auspica che colleghi del Consiglio e «amministratori coscienziosi» decidano di porre rimedio a questa situazione. «Non starò con le mani in mano», insiste Aliano, «ricorrerò innanzi alle autorità competenti affinché Montesilvano non venga usurpata dell'ultima possibilità che ha per far diventare pregiata un’area che sarebbe destinata a diventare la più bella della città». (a.s.)
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