Alpi, Grasso, La Torre: ecco i simboli della legalità

Premio nazionale Paolo Borsellino, domani la cerimonia finale in Comune Riconoscimenti a figli e madri di vittime delle mafie. E c’è l’imprenditore Saffioti
PESCARA. La madre di Ilaria Alpi, il giornalista Attilio Bolzoni, il procuratore Michele Prestipino, sono solo alcuni dei nomi che quest’anno renderanno prestigiosa la 22ª edizione del Premio nazionale Paolo Borsellino. Ancora una volta, alla cerimonia di chiusura del Premio che con la sua presenza onora l’Abruzzo, saranno presenti persone che della lotta alla mafia e al malaffare in tutte le sue forme hanno fatto una ragione di vita.
Così dopo le ultime intense giornate di incontri nelle scuole, domani mattina nella sala del consiglio del Comune di Pescara la manifestazione per la legalità si chiuderà con testimonianze di grande spessore. Il premio andrà a Luciana Alpi, mamma di Ilaria Alpi, la giornalista del Tg3 uccisa a Mogadisco con il collega Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. Una donna che da più di vent’anni si batte per la verità sulla morte della figlia, senza mai perdere la sua profonda umanità. Riceverà il riconoscimento che porta il nome dell’uomo simbolo, insieme a Giovanni Falcone, dell’estremo sacrificio in nome della verità e della giustizia, anche il cooperante internazionale Franco La Torre, figlio di Pio, autore della legge antimafia che porta il suo nome e che introdusse nel codice il reato di associazione mafiosa. E poi, Stefania Grasso, figlia di Vincenzo, commerciante ucciso dalla ’ndrangheta per essersi rifiutato di pagare il pizzo. E Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, amministratrice pubblica di Nardò uccisa dalla mafia salentina nell’84. Premio a magistrati in prima linea contro le mafia come Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Roma, e Antonio Maruccia, procuratore generale a Lecce. E ancora, Marzia Sabella, procuratore aggiunto della Dda di Palermo, il magistrato che ha arrestato Bernardo Provenzano; Bernardo Petralia, pg della Corte d’Appello di Reggio Calabria; Catello Maresca, sostituto procuratore Dda di Napoli, l’uomo che ha diretto le attività di ricerca che hanno condotto all’arresto del superlatitante Michele Zagaria. Il riconoscimento andrà poi al giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni, che da più di 30 anni racconta la Sicilia e la mafia, e alla collega Federica Angeli, anche lei di Repubblica, che da 4 anni vive sotto scorta a causa delle minacce per le sue inchieste sul racket del litorale romano. Un altro giornalista di Repubblica, Giuseppe Baldessarro riceverà il premio per il libro “Questione di rispetto”, storia dell’imprenditore Gaetano Saffioti che si è rifiutato di trasferire le sue attività lontano dalla Calabria e che non ha mai voluto alcun sostegno economico dallo Stato. Sempre nella sezione giornalismo, il riconoscimento andrà a Stefano Corradino di Rai News 24, direttore di Articolo 21, giornale online che è anche un’associazione aperta che riunisce i giornalisti che si propongono di promuovere il principio della libertà.
Premio a Giampiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza della Regione Lazio, e Domenico Trozzi, direttore generale del settore aereo della polizia, per 20 anni comandante del reparto Volo a Palermo. Infine, il riconoscimento ad alcune personalità abruzzesi: Luciano D’Amico, ordinario di Economia aziendale e rettore dell’Università di Teramo che, prima in Italia, ha istituito il corso di studi Scuola di legalità; Carlo Cappello ,preside del liceo Galilei di Pescara; Luca Maggitti, in prima fila in battaglie per la legalità.

