Altra antenna ai Colli, torna la protesta
In via Di Francesco iniziano i lavori per l’installazione di un ripetitore per cellulari, i residenti chiedono lo stop
PESCARA. Il cartello di inizio dei lavori ha colto tutti alla sprovvista: un’antenna della Wind alta 5 metri da costruire sul tetto di uno stabile in via Di Francesco, ai Colli, a pochi metri da un asilo, da una scuola media e persino da una parrocchia.
L’approvazione del progetto risale al 2013, quando il Comune aveva dato l’ok alla realizzazione di 38 impianti di telefonia mobile sparsi sull’intero territorio cittadino, dal lungomare alla collina, passando per l’ospedale e la zona universitaria. Una procedura successivamente congelata dall’ex sindaco Luigi Albore Mascia, che in seguito alle pressioni del comitato “No antenne Pescara Colli” si era deciso ad avviare una mediazione con le compagnie Telecom, Vodafone, Wind e Linkem. Ma con il cambio di amministrazione e «nel silenzio delle istituzioni competenti», come riferiscono alcuni cittadini della zona, il problema delle antenne e del relativo inquinamento elettromagnetico è tornato a minacciare la salute dei residenti.
La mobilitazione delle famiglie di via Di Francesco, una traversa della più nota via Di Sotto, è partita dal basso il giorno stesso in cui è spuntato il cartello di avvio del cantiere, il 22 settembre scorso. In poco più di una settimana sono state raccolte circa 500 firme contro la costruzione dell’antenna della Wind che dovrebbe coprire un raggio di circa 250 metri. Ma il numero dei contrari è destinato a salire, proprio come avvenuto un anno fa con il progetto analogo dell’antennone di 26 metri del colosso delle telecomunicazioni Telecom in via Valle Furci. «Abbiamo organizzato un’assemblea in tutta fretta», racconta Domenico Miani, portavoce della schiera dei contrari all’impianto radio base tra i tetti di via Di Francesco, «in tantissimi hanno condiviso le nostre preoccupazioni. Ci siamo anche affidati a un avvocato per esaminare tutta la documentazione e verificare l’eventuale presenza di vizi di forma nell’autorizzazione a costruire. L’elettrosmog è la cosa che ci preoccupa di più, poiché abbiamo a cuore la nostra salute e quella dei nostri figli. C’è gente che ha problemi di salute nel quartiere, inoltre temiamo che con le antenne lì intorno ci sarebbe una svalutazione dei nostri immobili».
La protesta è destinata ad ampliarsi. Il punto di raccolta delle firme è il bar Pausa Caffè in via Arapietra, accanto all’istituto Di Marzio. L’obiettivo dei cittadini è incontrare al più presto il sindaco Marco Alessandrini per conoscere la posizione del Comune su questo groviglio di autorizzazioni e permessi di costruzione.
Un primo colloquio, informale, c’è già stato nei giorni scorsi con il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli.
«Vogliamo rassicurazioni», spiega Domenico Miani, «perché non è possibile che si costruisca un’antenna in un punto sensibile. Non ce l’abbiamo con i nostri vicini, ma con la Wind, contro la quale stiamo valutando l’ipotesi di un ricorso».
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