Altre 24 ore per demolire il palazzo

9 Ottobre 2019

Oggi la fine dei lavori sulla riviera. Sclocco: «Merito di chi governava prima»

PESCARA. È slittata di 24 ore la conclusione dei lavori di demolizione dello scheletro di edificio sulla riviera nord. L’intervento sarebbe dovuto terminare ieri, ma la ditta incaricata ha deciso di procedere con cautela per completare l’abbattimento del palazzo. «C’era il rischio di una torsione dell’edificio», ha spiegato ieri l’assessore ai lavori pubblici Luigi Albore Mascia, «per questo l’impresa ha preso più tempo per procedere alla demolizione dell’ultimo pezzo dello scheletro. Conta di terminare tutto entro domani (oggi, ndr)».
Dopodiché, potranno partire i lavori per realizzare il nuovo edificio. Sarà la società Keoma, di proprietà di Achille Trave, ad occuparsi della ricostruzione. «Costruiremo un palazzo di grande design che dialogherà con il panorama costiero», ha rivelato l’amministratore Achille Trave, «realizzeremo una struttura certamente meno impattante di quella precedente, arricchendo il lungomare pescarese con un segno architettonico originale di cui mostreremo presto il progetto. Massima attenzione sarà posta all’abitato circostante, riducendo l’altezza del fabbricato e arretrandolo di circa dieci metri rispetto alla riviera».
Intanto, sulla demolizione dell’edificio c’è da registrare una polemica della consigliera di centrosinistra Marinella Sclocco. «Quando un fatto è positivo», ha detto, «tutti vogliono prendersi il merito. Succede con l’atteso abbattimento del palazzo della riviera, a cui si è arrivati di certo non grazie a interventi miracolistici di super amministratori dell’ultim’ora, ma grazie ad un lungo e certosino lavoro compiuto dall’amministrazione di centrosinistra durante gli ultimi cinque anni. Tanti sono stati gli atti e i passi giusti messi in campo da chi ha governato la struttura comunale per risolvere una questione che sembrava senza fine. Quindi, plauso va a chi ci ha lavorato».
«Grazie a tanti sforzi», ha aggiunto, «sta finalmente scomparendo un obbrobrio che deturpava il nostro lungomare e che era un pericolo, perché continuamente violato da senza dimora e gente in cerca di avventure. Solo dopo un lungo contenzioso e la volontà di risolvere è stata composta tutta la procedura necessaria con gli uffici per arrivare alla giusta soluzione».
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