Altri 57 under 12 contagiati dal Covid

Omicron, Stuppia spiega i pericoli. Ma la variante Omicron risparmia ancora l’Abruzzo
PESCARA. Sono 333 i nuovi abruzzesi positivi, di cui 57 bambini con meno di 12 anni, cioè quelli che possono ricevere il vaccino anti-Covid solo da oggi. A far registrare più casi di giornata sono stati ancora una volta la provincia di Teramo – che ne ha contati un terzo del totale – e la città di Pescara. L’incidenza settimanale dei casi ogni centomila abitanti scende leggermente, passando da 141 a 139, ma restando comunque oltre il limite di 50 per le restrizioni da zona gialla. A consentire all’Abruzzo di rimanere in zona bianca, però, ci pensano gli altri due parametri, quelli che misurano la pressione ospedaliera: stabile al 7% l’occupazione delle terapie intensive (il limite è 10%) così come al 9% l’occupazione dei posti letto in area medica (il limite è 15%).
IL BOLLETTINO
Secondo il bollettino regionale di ieri, è risultato positivo il 6,8% dei 4.890 tamponi molecolari eseguiti nelle 24 ore precedenti. La più giovane dei 333 nuovi contagiati in Abruzzo è una bambina di un anno del Pescarese, la più anziana una 90enne del Teramano. Il numero dei guariti è cresciuto di 312 unità. Gli attualmente positivi in Abruzzo sono invece 5.794. Di questi, 121 pazienti (-1) sono ricoverati in ospedale in area medica, 13 (invariato) in terapia intensiva.
LA MAPPA DEL CONTAGIO
Un terzo dei contagiati di giornata li ha fatti registrare il Teramano, con 108 nuovi positivi. I nuovi casi del Chietino sono invece 86, mentre 81 quelli dell’Aquilano. Per il Pescarese, invece, 58 nuovi casi. È proprio Pescara la città che ha fatto registrare più casi nelle ultime 24 ore: ben 30. A seguire, con distacco, Roseto con 18 contagi, poi L’Aquila con 16. Al quarto posto si trova Lanciano con 13 contagi, poi Avezzano con 12, Teramo con 11 e Martinsicuro con 10.
LA CACCIA A OMICRON
La variante Omicron che sta facendo paura al mondo non è ancora arrivata in Abruzzo. In Italia i casi sono una trentina, 13 già ufficiali. «Le ipotesi parlano di una contagiosità tre volte superiore a quella della Delta, ma sono basate su dati di zone africane con pochi vaccinati e del Regno Unito, dove è stato somministrato solo il vaccino Astrazeneca che mostra un calo maggiore nella copertura. Non è ancora chiaro l’impatto che può avere dove una buona parte della popolazione ha già ricevuto la terza dose, come nella nostra regione. Continuiamo a monitorare la situazione», spiega Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio, che analizza ogni giorno circa 1.500 tamponi del Pescarese e del Chietino. (l.t.)

