Altri 60 ricorsi contro l’autovelox
Depositati in Prefettura da Turdò, del Comitato protrignina Abruzzo
BUSSI SUL TIRINO. Dopo il sopralluogo fatto due giorni fa dalla polizia stradale, ieri è stata la volta del responsabile dell’associazione Comitato protrignina Abruzzo e Molise, Antonio Turdò, per avere riscontri e confermare quanto finora rilevato sul funzionamento dell’autovelox sistemato al km 3+780 della statale 153 per L’Aquila. L’apparecchiatura è in grado di verificare la velocità dei veicoli in transito, nelle due direzioni di marcia, su un tratto con il limite di velocità di 50 chilometri orari. Da mesi gli automobilisti lamentano la presenza dell’autovelox, che finora ha riscontrato migliaia di infrazioni, totalizzando verbali per centinaia di migliaia di euro.
Ieri Turdò ha avuto anche tempo per depositare in prefettura a Pescara altri sessanta ricorsi di automobilisti incappati nell’occhio della macchina, e altri sono quasi pronti per aggiungersi alla lista. Turdò si dice certo del loro accoglimento, ma ritiene meno probabile i rimborsi per coloro che, nei mesi scorsi, hanno già assolto al pagamento della notifica per l’infrazione.
Le motivazioni che Turdò adduce per dimostrare la non regolarità dell’autovelox si basano in primis sulla carenza di una segnaletica di preavviso, come previsto dalle vigenti normative, e dalla copertura dell’apparecchiatura, seminascosta da rami e foglie. «Non esistono pannelli», dice Turdò, «per la segnalazione della postazione in funzione notturna, ed un verbale in ore notturne comporta un aggravio del 30% della normale sanzione: si tratta di una postazione al buio».(w.te.)

