Altri morti, uno di 58 anni

20 Dicembre 2021

Brusco aumento dei ricoverati nelle aree mediche: 10 in più in un solo giorno

PESCARA. Si chiamava Roberto Sepa, aveva 58 anni ed era un esperto di informatica. Cepagatti piange la sua morte. Sposato e padre di un figlio, non ce l’ha fatta a sconfiggere il Covid.
Come pure Xhavit Cani, 65 anni, residente a Chieti. Entrambi non erano vaccinati, dice Alberto Albani, primario del pronto soccorso pescarese e responsabile regionale per le emergenze. Ma nessuno dei 17 ricoverati nelle rianimazioni Covid è vaccinato, aggiunge il medico in un’intervista a Rete 8. Nel giorno delle due nuove vittime si registrano anche 10 ricoverati in più nei reparti di medicina Covid. E la constatazione che a separare l’Abruzzo dalla zona gialla ci sono 67 letti ancora vuoti.
Se nei prossimi giorni, Dio non voglia, saranno occupati, diremo addio ai privilegi della fascia bianca.
I NUOVI CONTAGI. Dei 361 nuovi casi, di età compresa tra 1 e 91 anni (un bimbo del Teramano e un anziano del Chietino), 61 sono bambini. Le loro positività sono emerse da 4.574 tamponi molecolari e 12.056 test antigenici. Pochissimi i guariti, appena due, e molti i positivi attuali: 6.982 (+357), di cui 132 ricoverati in area medica (+10), 17 in terapia intensiva (-1) e 6.833 in isolamento domiciliare (+348).
I nuovi positivi residenti in provincia dell'Aquila sono 73, nel Chietino 107, in provincia di Pescara 93 e nel Teramano 79. Le città con più casi: Pescara 31, L’Aquila, Chieti e Montesilvano 17, Avezzano 16, Vasto e Spoltore 13, Giulianova 12, Teramo e San Giovanni Teatino 11 e Francavilla 10
COSA CI SEPARA DAL GIALLO. Sono tre, come ormai è noto, i parametri che comportano il cambio di fascia e colore, dal bianco al giallo, con tutte le relative restrizioni extra. Partiamo dal numero di casi per centomila abitanti: la soglia di 50 è stata ormai più che triplicata. Il dato è peraltro salito da 186 di sabato a 187,74 di ieri.
Gli altri due paramenti che possono farci perdere i benefici della zona bianca si riferiscono ai ricoveri ospedalieri, sia nelle terapie intensive sia nelle aree mediche. Nel primo caso, la soglia del 10%, raggiunta due giorni fa, si è allontanata. È bastato che il numero dei ricoverati gravi scendesse di una sola unità, peraltro a causa di un decesso, per far tornare al 9%, arrotondato per difetto, questo parametro. Il calcolo viene fatto sulla base dei posti letti totali (181) e quelli occupati (17). È invece salita di un punto, da 9 al 10 per cento, la percentuale dei pazienti ricoverati in aree mediche.
In questo caso i posti totali sono 1.324, di cui 132 occupati. Ma per raggiungere la soglia limite, fissata al 15%, dovrebbero finire nei reparti di medicina Covid 198 malati.
Tiriamo le somme. Per tornare in giallo, superando i tre parametri, occorrono un solo paziente in più in intensiva e 66 in medicina Covid, senza alcuna dimissione. Speriamo che non accada mai.
UN ANNO FA. Il 19 dicembre del 2020 ci furono 156 nuovi casi: 205 i in meno rispetto a oggi. Ma i morti furono nove, i ricoverati in area medica 563 e 43 in intensiva. I vaccini sono una manna dal cielo.