Alunni autistici, Melilla si rivolge al ministro

16 Settembre 2016

PESCARA. Finisce sul tavolo del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini il caso degli studenti autistici rimandati a casa il primo giorno di scuola poiché nelle loro scuole mancavano gli operatori...

PESCARA. Finisce sul tavolo del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini il caso degli studenti autistici rimandati a casa il primo giorno di scuola poiché nelle loro scuole mancavano gli operatori specializzati per gli alunni disabili. Il parlamentare di Sinistra Italiana, Gianni Melilla, ha inviato ieri un'interrogazione a risposta scritta per sapere «se il ministro non ritenga di dover accertare i fatti disponendo un'indagine approfondita per individuare le responsabilità ed evitare che tali fatti incresciosi possano ripetersi».

L'accaduto riportato dal Centro - relativo agli istituti Masci di Francavilla e Di Marzio di Pescara - è stato definito «indecoroso e indegno» in quanto va a scontrarsi con «le buone pratiche sperimentate in questi anni dalla scuola italiana, sempre fondate sulla condivisione, tra docenti curriculari e di sostegno, oltre che con gli operatori specializzati per alunni disabili, dell'offerta formativa su tutta la classe e sull'idea di una profonda collaborazione di tutto il team degli insegnanti e non solo nei processi educativi dell'alunno diversamente abile». Sulla questione è intervenuto anche il presidente dell'associazione Carrozzine determinate Claudio Ferrante che, non escludendo «clamorose proteste», invita Comune e Regione a un chiarimento immediato: «Questo gravissimo disservizio nella maggior parte dei casi costringerà i ragazzi a non frequentare la scuola, con conseguente isolamento ed estremo disagio delle famiglie che tra mille problemi, ogni anno, già vivono l'ingresso a scuola con ansia e preoccupazione. Bisogna garantire l'attivazione in tempi utili dei servizi di assistenza scolastica per tutti gli studenti disabili abruzzesi, superando tutti gli ostacoli burocratici e senza alcuna contrazione dei finanziamenti, perché la disabilità non può aspettare e non può sottostare a vergognose scelte politiche economiche». (y.g.)

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