Alunni e genitori in corteo per la sicurezza

Penne. Protesta dopo il trasferimento degli studenti dalla Giardini alla Paratore: «Vogliamo sapere se è tutto in regola»
PENNE. Al grido «vogliamo la sicurezza», nonostante la copiosa pioggia, oltre un centinaio di persone tra genitori, cittadini e alunni, si sono uniti ieri al corteo di protesta organizzato dal comitato “Giardini nel cuore”. Dopo il ritrovo in largo San Francesco alle 15,30, il serpentone è arrivato davanti all’edifico della scuola Paratore, dove sono sistemate anche le classi dell’istituto Giardini dopo lo sgombero dell’edificio di via Caselli deciso dal sindaco Mario Semproni a inizio anno scolastico.
All’arrivo dei manifestanti sono usciti dalle aule anche gli alunni del medie della Giardini, costretti a seguire le lezioni pomeridiane dopo che sette aule della Paratore hanno accusato lesioni ai muri divisori e ai solai. Insomma, i ragazzi della Giardini sono stati spostati dalla propria scuola, secondo una perizia che dal 2011 ne attestava la pericolosità sismica, per essere collocati in un comparto dell’istituto Paratore che, oltre ad evidenziare problemi non rassicura affatto genitori, insegnanti e alunni. «Segreteria e presidenza sono state dislocate lontane dalle nostre classi. Vogliamo sapere se esistono cittadini di serie A e B e se gli alunni hanno tutti gli stessi diritti. Dobbiamo avere la possibilità di dire ai nostri alunni di stare tranquilli quando sono in classe, e non di vederli saltare sui banchi al minimo rumore», sottolinea l’insegnante Valentina Gambacorta. C’è rabbia, malcontento, confusione e soprattutto voglia di capire se le aule delle Paratore abbiano le garanzie necessarie. «Vogliamo la sicurezza dei nostri ragazzi, la turnazione pomeridiana è un problema secondario. Abbiamo anche incaricato l'ingegnere Massimiliano Morandini di spiegare e far chiarezza riguardo la perizia dei vigili del fuoco che ha portato all’interdizione di sette aule. Vogliamo avere la certezza che la Paratore abbia tutte le carte in regola», afferma il presidente del comitato “Giardini nel Cuore”, Emiliano Faraone.
Alcuni genitori contestano anche il fatto che, per i 170 alunni della Giardini, ospitati al primo piano dell’edificio di via Verrotti dell’istituto Paratore, non vi siano tutti i comfort necessari. «Ci sono solo due water, uno per i ragazzini e uno per le bambine». Durante il corteo di protesta che poi ha fatto tappa al chiostro di San Domenico, hanno preso parola anche alcuni studenti. «Siamo stati trasferiti in un’altra scuola perché ci era stato detto che la nostra non era più sicura. Nel nuovo edificio però non veniamo trattati come prima, non ci permettono di utilizzare la palestra, le aule di laboratorio e, l’altro giorno, nella nostra aula sono caduti dei calcinacci. Alla Giardini non è mai successo». A preoccupare, da un punto di vista scolastico, è anche il futuro della Giardini. Senza un edificio utilizzabile le iscrizioni per il prossimo anno potrebbero drasticamente calare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

