Ambientalisti: basta tagli di alberi

28 Novembre 2022

Il coordinamento chiede un incontro al Comune: ascoltate le nostre proposte

PESCARA. Parlano di «desertificazione urbana» e contestano il «dissesto arboreo» di cui si legge «nei documenti tecnici comunali, per giustificare i sommari tagli alle radici durante lavori stradali che hanno ulteriormente destabilizzato le alberature; oggi inaugurano una nuova pratica di prevenzione del rischio, eliminare le piante».
È questa la premessa per la quale il coordinamento “Salviamo gli alberi” chiede «urgentemente», la convocazione di un tavolo aperto sulla questione del verde urbano, «soprattutto per consentire alle associazioni ambientaliste di esporre le proprie obiezioni ed avanzare le proprie proposte». E la “messa in sicurezza”, scrive il coordinamento, «riguarda soprattutto la Riserva naturale regionale “Pineta Dannunziana” istituita da una legge regionale del 2000, oltre venti anni fa, e che si sta spegnendo, lasciata senza adeguata gestione da tutte le amministrazioni che si sono succedute. Decine e decine di pini sono stati buttati giù in questi giorni, a seguito di una giornata ventosa, e soprattutto sono stati rimossi decine e decine di alberi, tutti all’interno dell’area protetta, con la giustificazione della “sicurezza” e dell’incolumità pubblica. Questo è avvenuto tra via Silone e via Antonelli, zona di traffico automobilistico, ma anche al di là del recinto di via Silone».
«Quello che sorprende, e che nulla ha a che fare con la sicurezza», sostengono gli ambientalisti, «è la rimozione di tronchi e rami che rappresenta una sottrazione della biomassa dal ciclo naturale di decomposizione del materiale organico all’interno della pineta, soprattutto ai fini del processo di ricostituzione pedologica del suolo. Il Piano di assetto naturalistico (Pan) della Riserva Dannunziana non è mai nato in 8mila giorni ed è già morto in poco meno di 500, sotto la scure del “pericolo pubblico”: un controsenso naturalistico che fa di Pescara, una volta caratterizzata dalle sue pinete, una incerta metropoli che vede il proprio patrimonio arboreo come un intralcio da rimuovere».