Ambulatori e diagnostica ospedale vestino da rifare

La Cisl denuncia tutte le carenze del San Massimo. Il segretario Davide Farina: «Struttura da riorganizzare, così sono a rischio anche Chirurgia e Ortopedia»
PENNE. Non solo il punto nascite. Sono le condizioni generali dell’ospedale San Massimo di Penne a preoccupare la segreteria provinciale pescarese Cisl Fp. A denunciare le carenze dell’ospedale vestino è il segretario provinciale Davide Farina. «Tutti scendono in piazza per il mantenimento del punto nascita, ma non c’è nessuno che dica come riorganizzarlo e adeguarlo agli standard di sicurezza necessari e fissati oramai da circa 5 anni dal governo nazionale in accordo con la Conferenza delle Regioni. La Cisl Fp di Pescara da diversi anni interviene con sistematicità e pubbliche denunce sulle criticità che investono l’ospedale vestino».
Negli anni, il presidio sanitario del capoluogo vestino è stato depotenziato perdendo importanza e servizi per la comunità. Sono tanti i punti interrogativi sollevati dalla Cisl: dalla fatiscenza del pronto soccorso alle carenze della diagnostica clinica che, anziché essere potenziata, è stata drasticamente ridotta se non azzerata; dalle criticità del servizio di riabilitazione, che un tempo serviva le esigenze dei reparti ospedalieri che i pazienti esterni, all’ambulatorio di diabetologia, prima aperto tutti i giorni e oggi invece in maniera saltuaria. «Altre problematiche», sottolinea Farina, «sono riscontrabili nel sevizio di laboratorio analisi con i suoi tempi biblici nella riconsegna dei referti provenienti dal laboratorio analisi e della batteriologia di Pescara, nel servizio di radiologia clinica sguarnito perennemente di personale per cui chi necessita di una radiografia con una certa urgenza deve votarsi a qualche santo protettore, e nell’attività di chirurgia oculistica, rimasta con un solo oculista in organico».
A tutto ciò si aggiunge che da quasi due mesi i due padiglioni della struttura ospedaliera pennese devono fare i conti con la rottura dell’ascensore di collegamento. Un guasto che costringe i degenti che dal pronto soccorso devono essere ricoverati in Geriatria o Medicina ad essere trasportati all’esterno della struttura con un’ambulanza sempre attiva 24 ore al giorno. Stesso discorso per i pazienti che dai reparti di Medicina e Geriatria devono effettuare raggi o essere trasportati nell’ala chirurgica. Il tutto con un dispendio notevole di risorse e di tempo. «Questo assurdo stato in cui vessa l’ospedale rischia, purtroppo, di offuscare anche quei punti di eccellenza costituiti dalle unità operative di Chirurgia ed Ortopedia che rappresentano un fiore all’occhiello da non disperdere. Su questi temi la Cisl Fp invita tutti gli interlocutori interessati, dall’amministrazione comunale alla direzione sanitaria, per battersi a garanzia della sicurezza degli utenti dell’area vestina».
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