Amianto nel capannone: si va verso la bonifica

20 Aprile 2021

MANOPPELLO. Si va verso la bonifica dell’area dove il 6 aprile è scoppiato un incendio, a Manoppello scalo. Le analisi eseguite dall’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) dopo il rogo...

MANOPPELLO. Si va verso la bonifica dell’area dove il 6 aprile è scoppiato un incendio, a Manoppello scalo. Le analisi eseguite dall’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) dopo il rogo che ha danneggiato pesantemente la Nuova Galvanica Abruzzese facendo crollare il tetto del capannone del civico 12 e danneggiando il civico 10, hanno permesso di accertare che il materiale della copertura è composto di amianto e che nelle acque di spegnimento ci sono concentrazioni di metalli. Ecco perché la Asl (Ufficio epidemiologia e sanità pubblica) ha chiesto e ottenuto dal comune di Manoppello una ordinanza per impedire l’accesso «in tutta l’area, interna ed esterna ai capannoni, caratterizzata dalla presenza dei frammenti di lastre rotte di materiale contenente amianti» e per la «messa in sicurezza di emergenza» dell’area stessa.
Il provvedimento del Comune è stato emesso venerdì scorso e il proprietario dell’area si è attivato, informando il sindaco Giorgio De Luca dei passaggi che sta seguendo. Nel corso di un sopralluogo con un perito e con i rappresentanti della Asl, spiegano dal Comune, il proprietario ha escluso l’ulteriore presenza di amianto nell’area (oltre quello del tetto crollato) ed è già in corso l’individuazione di una ditta che si occuperà della bonifica di questo materiale (deve essere regolarmente iscritta all’Albo nazionale gestori ambientali). Va quindi messo a punto un piano di lavoro, da presentare alla Asl per l’approvazione, dopodiché si potrà procedere con l’intervento. L’area, comunque, è stata transennata per impedire a chiunque di avvicinarsi.
Subito dopo il rogo alla Nuova Galvanica Abruzzese (la società è la Ngatek srl) era stata emessa una prima ordinanza per dichiarare inagibili i locali e rendere inaccessibili i numeri civici 10 e 12. E il sindaco aveva invitato a non soggiornare nelle immediate vicinanze del sito e a non mangiare verdura raccolta negli orti limitrofi se non dopo averla lavata bene. (f.bu.)