Ammazza la moglie a colpi di bastone

30 Novembre 2019

Tragedia in contrada Montesecco: l’uomo fugge a casa, ma viene arrestato La lite mentre andavano a fare la spesa, il corpo abbandonato nei campi

TORINO DI SANGRO . «Presto, venite. Ho incontrato un signore sporco di sangue: mi ha detto che la moglie è morta». Sono le 11.09 di ieri quando arriva la telefonata al 118. Qualche minuto dopo, a Torino di Sangro, soccorritori e carabinieri trovano il corpo senza vita di Luisa Ciarelli, 65 anni: è abbandonato in una piccola scarpata, in contrada Montesecco. A uccidere la donna, dopo una lite, è stato il marito Domenico Giannicchi, 68 anni, operaio della Marelli in pensione. L’assassino soffre di problemi psichici, viene bloccato nella sua casa e arrestato: ora è rinchiuso nel carcere di Vasto con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato.
L’ARMA DEL DELITTO. I colpi mortali sono stati inferti con un bastone o una grossa pietra. Anche l’uomo ha riportato alcune ferite e la frattura del naso. Il delitto si è consumato alle 10.40, più o meno a un chilometro di distanza dalla casa della coppia. A scatenare la discussione è stato un motivo banale, mentre i coniugi andavano a fare la spesa in auto: in base alle prime ipotesi, Domenico è andato su tutte le furie perché la moglie non voleva più che lui guidasse la macchina, considerando i farmaci che assumeva per curare la sua patologia. Dopo l'omicidio, Giannicchi è tornato a casa e si è barricato dentro. I carabinieri hanno indossato i giubbotti antiproiettile prima di fare irruzione. Ma il 68enne, apparso sotto choc, non ha opposto resistenza, ammettendo subito le sue responsabilità. Il primo passo dell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Vasto, Gabriella De Lucia, sarà l’autopsia. L’esame verrà eseguito tra lunedì e martedì, all’obitorio dell’ospedale di Chieti, dal medico legale Cristian D’Ovidio, che ieri si è recato sul luogo del delitto. Luisa e Domenico erano una coppia molto riservata: uscivano di rado, solo per andare a fare la spesa o portare fuori il cane.
LA RICOSTRUZIONE. Ieri mattina i due salgono sulla loro Fiat Panda, sembra per andare al supermercato. La lite si scatena lungo la strada di contrada Montesecco. I coniugi cominciano a discutere in macchina. Luisa cerca di difendersi, poi scende dall’auto e prova a scappare. Ma il marito la insegue e, dopo averla massacrata di pugni, la finisce con un oggetto che trova sul posto: probabilmente un bastone, trovato sporco di sangue. O forse anche con una pietra. A questo punto il marito torna a casa e, quando incontra un vicino, dice che la moglie è morta, senza aggiungere altri particolari. La macchina dei soccorsi si mette in moto immediatamente. Poco dopo, nelle campagne, i militari del maggiore Roberto Ragucci e del luogotenente Michele Cefaratti notano il giubbino rosso di Luisa. Ma ormai non c’è niente da fare: il marito si è accanito su di lei fino a sfondarle il cranio. Il sopralluogo dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del reparto operativo di Chieti va avanti fino al pomeriggio.
LA DIFESA. «Il mio cliente ha diverse lesioni», dice in serata il difensore dell’assassino, l’avvocato Alberto Paone. «Ha il setto nasale rotto e le ferite sembrano provocate da morsi. Probabilmente si sono azzuffati e, insieme, sono finiti nella scarpata. Al momento Giannicchi non ricorda nulla ed è molto provato». Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo le cure al pronto soccorso di Lanciano, l'indagato è stato portato nel carcere di Torre Sinello. Il 68enne, operato molti anni fa per una grave patologia al cranio, soffre di una emiparesi che gli crea difficoltà a parlare. I carabinieri hanno ascoltato i due figli della coppia, familiari e conoscenti per ricostruire il contesto in cui è maturato l'omicidio. Stando ai primi riscontri, i coniugi non avevano mai avuto in passato liti violente, né – in questo senso – risultano interventi da parte delle forze dell'ordine.
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