Ammiraglia, la gestione va all’asta: lo storico stabilimento cambia

Pescara, concordato preventivo da 400mila euro:u n’offerta c’è, ma il tribunale ha avviato una procedura competitiva per acquisirne altre concorrenti. Domande entro il 25 febbraio per aggiudicarsi la struttura con bar-pizzeria, attrezzature e concessione
NAPOLI. È stata avviata, dal tribunale di Pescara (procedure concorsuali), la corsa per assicurarsi “L’Ammiraglia”, uno degli storici stabilimenti balneari del lungomare pescarese, quasi al confine con Montesilvano.
Uno stabilimento gestito fino a oggi dalla famiglia Ammazzalorso, che ha segnato un’epoca, precorrendo quelle che poi sono diventate le serate della gioventù pescarese e non solo: quell’incontrarsi sulla spiaggia anche per passare una serata con musica e attrattive, immersi tra la pinetina e il mare. Va premesso che attualmente esiste una procedura di concordato preventivo in continuità da parte degli Ammazzalorso (che non è stato ancora accettato, o meglio omologato, dal tribunale) per consentire al migliore offerente di andare a gestire lo stabilimento. E dunque questa procedura avviata dallo stesso tribunale è finalizzata a trovare più acquirenti possibili. E questo viene fatto anche per garantire sempre maggiore trasparenza a tutta l’operazione visto che già esiste una offerta (da 400 mila euro, somma sicuramente bassa, ma che sconta il peso della direttiva Bolkestein che mira a liberalizzare i servizi nel mercato unico europeo) e quindi la procedura in corso vuole garantire pari opportunità anche ad altri eventuali imprenditori e società interessate “all'affare”.
La “procedura competitiva” ha come obiettivo l'acquisizione di “offerte irrevocabili concorrenti per l’acquisto di un intero complesso aziendale di titolarità della società L'Ammiraglia sas di G. Ammazzalorso & C, avente ad oggetto la gestione dello stabilimento balneare e annesso bar-pizzeria in viale della Riviera 140”. Si tratta di un passaggio di consegne importante a livello economico, ma che lascerà sicuramente un segno nella famiglia Ammazzalorso che da decenni (da oltre 30 anni lo stabilimento è passato dalle mani del padre a quelle dei tre figli Stefano, Franca e Andrea) gestisce questo punto di riferimento delle stagioni balneari del litorale pescarese: un cambiamento che tocca anche migliaia di persone che sono cresciute in quello stabilimento balneare, intere famiglie che anno dopo anno hanno movimentato lo stabilimento dove hanno visto crescere i loro figli.
L’offerta base è di 400mila euro (pari alla somma già fissata dall’originario offerente di cui si diceva prima) e «comprende i beni materiali e immateriali, le attrezzature e le dotazioni aziendali dei rapporti in corso trasferibili (ai sensi dell'articolo 2558 ss, c.c.) nonché della concessione demaniale marittima n. 94 rilasciata dal Comune di Pescara con relativo avviamento»: un trasferimento di beni che sarà comunque subordinato alla omologazione del concordato preventivo. Il commissario giudiziale nominato dal tribunale per seguire queste delicate operazioni è l’avvocata Shaula D'Antonio pronta a rispondere a tutte le domande di chi fosse interessato a subentrare nella gestione di questo storico stabilimento balneare.
L’invito alle offerte è stato curato nei minimi particolari e gli interessati, previa sottoscrizione dell’impegno alla riservatezza, potranno accedere alla documentazione per la formulazione dell’offerta (inventario, bilanci degli ultimi tre esercizi della società, contratto di concessione demaniale, situazione patrimoniale e ogni altro documento utile per avere a disposizione ogni elemento per quantificare l’offerta).
Le domande contenenti l’offerta dovranno arrivare in forma anonima (cioè senza che dal plico possa individuarsi il proponente) alla cancelleria fallimentare del tribunale di Pescara entro le ore 12 del 25 febbraio 2026. Logicamente i plichi sigillati dovranno contenere tutta la documentazione richiesta. pena l’esclusione dalla procedura. Le offerte che avranno una cifra inferiore al minimo stabilito di 400mila euro verranno dichiarate inammissibili. Ci sarà da pagare anche una cauzione non inferiore al 10 per cento del prezzo offerto. Le domande verranno poi esaminate il 26 febbraio in tribunale.
«In caso di presentazione di una o più offerte concorrenti ammissibili, il giudice delegato, con decreto, indirà la gara d’asta tra gli offerenti, ivi compresa l’offerta originaria, a partire dall’offerta economica più alta».
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