«Troppi contratti da precario»: il ministero risarcisce insegnante con 13mila euro

Il tribunale del lavoro riconosce «l’illegittima reiterazione». La Cisl: «Questa decisione può rappresentare un precedente importante per tanti altri lavoratori»
PESCARA. Il tribunale del lavoro di Pescara ha accolto il ricorso di un docente di religione cattolica, riconoscendo l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato e il diritto al risarcimento del danno subìto: il ministero dell’Istruzione e del Merito è stato condannato a pagare sei mensilità e mezzo dell’ultima retribuzione utile ai fini del Tfr, per un importo complessivo di circa 13 mila euro, oltre a interessi legali e alle eventuali somme aggiuntive derivanti dalla rivalutazione monetaria fino al saldo. Il ricorso era patrocinato dalla Cisl Scuola di Pescara con l’assistenza dell’avvocato Marcello Di Iorio: secondo il sindacato la decisione potrebbe rappresentare un precedente importante per tanti altri precari nel mondo della scuola. «La sentenza del tribunale del lavoro di Pescara» ha commentato la segretaria generale della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, Elisabetta Merico «potrebbe avere un rilievo importante anche oltre il singolo caso, alla luce del fatto che il riconoscimento del risarcimento è arrivato anche in presenza della successiva immissione in ruolo dell’insegnante. Stiamo parlando di contratti oltre i 36 mesi, reiterati nel tempo, in assenza di un regolare concorso che avrebbe permesso la stabilizzazione su posti disponibili. Per queste ragioni il ministero ha reiterato contratti anche per un decennio». Un elemento centrale, secondo la sindacalista, riguarda l’utilizzo dei docenti nonostante la possibilità della loro stabilizzazione. «Si è riconosciuto il fatto» ha rilevato Merico «che il professore in passato era stato utilizzato in presenza di posti comunque disponibili in organico. Non si tratta di un episodio isolato: sono tantissimi nelle stesse condizioni e in Abruzzo e Molise abbiamo tante vertenze analoghe che si riferiscono al personale docente, non solo di religione cattolica, e al personale Ata. Questo conferma che il contenzioso sui contratti a termine resta un tema strutturale su cui la Cisl Scuola pone particolare attenzione».
Merico ha anche evidenziato l’impegno del sindacato nel garantire i diritti ai lavoratori precari. «La Cisl Scuola di Pescara» ha sottolineato ancora la rappresentante sindacale «continua a sostenere i ricorsi per il riconoscimento del diritto alla formazione e all’aggiornamento professionale attraverso la Carta del docente, per la monetizzazione delle ferie, la retribuzione accessoria e le ricostruzioni di carriera per il personale Ata e docente. Ribadiamo il nostro impegno nel tutelare i diritti del personale precario e nell’assistere tutti i lavoratori che intendano intraprendere azioni legali per il riconoscimento delle proprie tutele contrattuali».

