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27 gennaio

27 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1962, nella fittizia isola di Crab Key, riprodotta in Giamaica, veniva ultimato il girato del film “007 Licenza di uccidere”, il primo “Bond movie”, con l’attore scozzese Sean Connery, di 32 anni, praticamente sconosciuto, nel ruolo dell’intrepido agente segreto uscito dalla penna del giornalista londinese Ian Fleming. Quest’ultimo era stato realmente un ufficiale del Servizio informazioni della Royal Navy durante il secondo conflitto mondiale. Il riscontro sia di critica che di gradimento degli spettatori sarà enorme a livello internazionale. Tranne che nel Belpaese, dove uscirà nelle sale cinematografiche il 9 febbraio 1963, con anteprima a Milano e Torino il 17 e 18 gennaio di quell’anno, in versione curata dal paroliere partenopeo Roberto De Leonardis, e non verrà pienamente capito: sostanzialmente sarà relegato nel genere poliziesco/poliziottesco. Si piazzerà al 14° posto nella classifica degli incassi ai botteghini ‘62/’63. Il set era stato allestito sulla costa sud-orientale di Kingstone, per alcune parti della pellicola, soprattutto gli esterni, oltre che nei Pinewood Studios di Londra, nel Regno unito, per altre, perlopiù gli interni.

Il titolo originale del lungometraggio era “Dr. No”, la regia era del britannico Terence Young, al suo 19° lavoro dietro la macchina da presa, e il film era prodotto da Albert Romolo “Cubby” Broccoli, newyorkese col padre Giovanni calabrese di Carolei, in quel di Cosenza, in sodalizio col canadese Harry Saltzman. Connery, nativo di Edimburgo, futuro premio Oscar - ricevuto nell’edizione numero 58, quella del 24 marzo 1986, a Los Angeles, per aver recitato come Guglielmo da Baskerville ne “Il nome della rosa”, del transalpino Jean-Jacques Annaud, tratto dal romanzo d’esordio di Umberto Eco del 1980, pubblicato dall’editore milanese Bompiani-, costretto a celare la calvizie col toupet per esigenza di copione, sarà lanciato sia come divo del cinema che come sex-symbol di caratura planetaria proprio dall’interpretazione della spia rubacuori. Nel casting aveva scalzato mostri sacri del grande schermo come Cary Grant, Roger Moore e Richard Johnson. Connery (nella foto, particolare, con la più moderna Walter PPK sostitutiva della datata Beretta M34 in pugno, insieme all’elvetica Ursula Andress alias Honey Ryder, che incarnava la prima conturbante “Bond girl” cinematografica, e al canadese Joseph Wiseman ovvero il Dr. Julius No, il super cattivo principale antagonista di Bond, in un cartellone promozionale) si calerà nella parte del super spione senza paura e dalle mille risorse fino al 1967, per cinque episodi complessivamente. Ovvero, oltre al già menzionato: “Dalla Russia con amore”, del 1963; “Missione Goldfinger”, del 1964; “Thunderball (Operazione tuono)”, del 1965; “Si vive solo due volte”, del 1967. Poi cederà il ruolo all’australiano George Robert Lazenby, che sarà presente in “Al servizio segreto di Sua maestà”, del 1969, per evitare d’identificarsi eccessivamente con la saga e non essere in grado di intercettare altre prospettive sceniche.