Amore lungo 50 anni A Francavilla la festa delle nozze d’oro

1 Novembre 2015

Al museo Michetti riunite le coppie che non scoppiano mai Il sindaco Luciani le ha premiate con una targa ricordo

FRANCAVILLA. L'amore e l'attrazione sessuale spingono le coppie al matrimonio, ma per resistere insieme cinquanta anni, un giorno dopo l'altro, è necessario dotarsi di una buona dose di pazienza e occorre avere stima, fiducia e rispetto della persona amata. Sono regole semplici, ma spesso difficili da applicare nella vita quotidiana.

Ci sono riuscite le 67 coppie francavillesi, gran parte delle quali riunite ieri al museo Michetti, che hanno festeggiato le nozze d'oro, mezzo secolo di vita insieme e anche di più.

Un’iniziativa voluta dall'amministrazione comunale e organizzata dal consigliere Gabriella Corrado che per un mese e mezzo ha setacciato l'anagrafe alla ricerca di tutti coloro che si sono sposati nel 1965 e che ieri hanno ritirato una targa ricordo dalle mani del sindaco Antonio Luciani e intrecciato nuove relazioni d'amicizia.

«Andate avanti con forza e coraggio», è stato l'augurio di Lisetta Miani, 102 anni, una delle sette centenarie francavillesi, vedova di un sottufficiale dei carabinieri ucciso in guerra, «io sono rimasta sola all'età di 40 anni, ho sfamato tre figli con le tessere e non credevo di poter vivere così a lungo». «Il matrimonio si regge su amore, rispetto e stima», dice al telefono dalla Germania, Agostina Presti, moglie di Mario Randazzo, che hanno voluto partecipare all'incontro, malgrado le distanze geografiche.

Di distanze e pazienza ne sanno qualcosa Giulia D'Addario, 67 anni e Angelo Simonetti, 75, di Colledimezzo, nel teatino. A 9 anni, lei parte con i genitori Armando e Filomena e va a cercar fortuna in Argentina, a Buenos Aires. In paese lascia Angelo, la persona che diventerà il grande amore della sua vita. Ma a 22 anni, Angelo vola a New York per diventare pizzaiolo. Poi apre un ristorante, ma i due non si dimenticano. Un giorno gli arriva una foto di Giulia nella casa della zia, dove lui era ospite.

«Era una foto della mia comunione», racconta lei, «lui la guarda e dice: questa ragazza mi piace. Ci scriviamo lettere affettuose per otto mesi, ci sposiamo il 30 dicembre 1965. Il corteggiamento di mio marito è stato molto romantico. Mi ha conquistato con i fiori e quando è venuto a Buenos Aires per rivedermi, mi ha portato l'abito da sposa e questo orologio d'oro che ancora indosso».

Dopo le nozze una luna di miele di un mese tra Brasile e Argentina, quindi l'arrivo della coppia a New York il 6 aprile 1966. Nasceranno tre figli, due in terra americana, Vincenzo, 49 anni e Armando 45 e Sandro, 33, nato a Francavilla, dove i Simonetti sono ritornati nel 1981. La tradizione culinaria di famiglia continua attraverso Armando che dal 1982 gestisce la pizzeria Il Ghiotto, in via della Rinascita.

Più che un incontro, è stato uno scontro, quello iniziale, tra Giovanna Izzo, 74 anni, di San Severo, e Rocco Campanella, 78, poeta per diletto e autore di 5 libri di prose e versi. «Ci siamo conosciuti nel 1962 a Francavilla dove mi trovavo in villeggiatura per la prima volta», racconta la signora Campanella, «il secondo giorno della mia permanenza, entro in una tabaccheria per acquistare delle cartoline da inviare agli amici e mentre esco, mi giro e urto contro mio marito. I suoi occhi azzurri mi hanno folgorato. Entrambi laureandi in Lettere classiche, subito ci sediamo su una panchina e iniziamo a disquisire sui verbi greci. Entro la fine dell'estate eravamo fidanzati».

Si sono sposati il 26 giugno 1965 a San Giovanni Rotondo, patria di San Pio. «Abbiamo scelto San Giovanni», aggiunge il marito, «su richiesta di parenti e amici che volevano conoscere Padre Pio. Non siamo riusciti a farci sposare da lui, ma le nozze sono state celebrate dal suo figlio spirituale, padre Adriano».

Dal matrimonio nascono due figli, Piera e Giancarlo, 49 e 45 anni. I coniugi, entrambi insegnanti di lettere al liceo scientifico, sono conosciuti in città anche per i loro trascorsi in politica come assessori alla Cultura in tempi diversi, tra il 1978 e il 1995. Nel corso dei 50 anni insieme, non hanno «coniugato solo i verbi, ma cresciuto generazioni di giovani come docenti e nella vita privata siamo stati saggi anche durante le litigate. Non siamo mai andati a dormire col broncio, abbiamo condiviso tutto e anche l'attrazione fisica è stata determinante nel rapporto».

Rocco Calentini, 78 anni, di Francavilla, e Venusta Spada, 75 anni, di Faenza, si sono conosciuti nell'ufficio postale di Cesano Maderno, nel milanese, dove lavoravano. Erano colleghi e amici: tre anni dopo si sono sposati. Era il 10 ottobre di 50 anni fa. Dall'unione sono nate due figlie, Maria Stefania e Antonella di 48 e 47 anni. Tre nipoti: Stefano, Francesco ed Enrico. Nel 1969 il rientro a Francavilla, lei impiegata a Roccamontepiano e lui a San Giovanni Teatino. Il segreto per stare insieme una vita? «Tanta comprensione».

Hanno festeggiato 70 anni di matrimonio, Filomena Di Sciascio, insegnante di italiano alle elementari e Sabatino Capuzzi, entrambi novantenni. Sposati il 24 dicembre 1965, per 45 anni hanno vissuto in Argentina, dove lei ha fondato diverse scuole e un’associazione di francavillesi nel mondo. Hanno una figlia, Fiorella. Dopo la consegna delle targhe, la degustazione delle torte dei maestri pasticcieri Domenico Anzelotti, Rino Miele, Lorenzo Trivellone, Simona Ursi e Valentino che si sono sfidati in un concorso insieme ai maestri fioristi. La torta d'oro è stata assegnata a Trivellone, il bouquet d'oro di Magic Fleur donato a Lisetta, madrina dell'evento.

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