Analisi choc del 2007. Ecco il documento dell’Arta

PESCARA. Arsenico, piombo e rame, sepolti e stratificati, hanno contaminato anche la falda acquifera. Due documenti, di cui siamo venuti in possesso, lo dimostrano. Il primo documento (a destra) è il...
PESCARA. Arsenico, piombo e rame, sepolti e stratificati, hanno contaminato anche la falda acquifera. Due documenti, di cui siamo venuti in possesso, lo dimostrano. Il primo documento (a destra) è il rapporto dell’Arta, datato 13 settembre 2007, quindi poco tempo dopo la scoperta della bomba ecologica di Piano d’Orta, che riporta le analisi choc. Tre dati spiccano su tutti. Quello dell’Arsenico trovato nel sito contaminato in quantità di 6.371 mg per chilogrammo, rispetto a un valore limite di legge di 20 mg per kg; poi il piombo: 20.633 mg per kg, contro un limite di 100 mg; e infine il dato record del piombo: ben 560.920 mg per ogni chilo di terra, a fronte di un limite massimo di 120 mg. Ma dopo dieci anni la situazione potrebbe essere persino peggiorata. Passiamo al secondo documento (a sinistra). Dal verbale della Conferenza dei servizi del 14/12/2009 risulta che nel 2008 «il commissario delegato, Adriano Goio ( nel frattempo morto, ndr) comunicava al Ministero di aver attivato, in collaborazione con la Procura di Pescara, lavori di caratterizzazione preliminare». Goio dichiarò: «Dalla relazione del consulente tecnico della procura si evince che il sottosuolo, ed in alcuni punti anche il suolo, è pesantemente contaminato da composti inorganici contenenti arsenico, piombo, mercurio, berillio, vanadio, zinco e selenio con valori che superano anche di centinaia di volte le CSC previste dal D. Lgs. 152/06». E non solo. « Anche la falda freatica risulta contaminata da sostanze della stessa natura di quelle inorganiche rinvenute nel suolo». (l.c.)

