Analisi dell’Arta su aria e acqua

15 Marzo 2019

Tre tecnici e il direttore generale valuteranno i rischi per l’ambiente

CITTA’ SANT’ANGELO. Allertata dal sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi, l’agenzia per la tutela dell’ambiente Arta Abruzzo ha raggiunto il posto dell’incendio con i tecnici Anna Giansante, Giuseppe Pierfelice e Carlo Colangeli della sezione Qualità dell’aria ed Emissioni in atmosfera del Distretto provinciale di Chieti, coordinati dal dirigente Sebastiano Bianco. Subito dopo li ha raggiunti anche il direttore generale dell’Arta, Francesco Chiavaroli.
In una nota pubblicata sia sul sito di Arta Abruzzo che sulla pagina Facebook, l’agenzia informa che sono stati prelevati campioni di aria e di acque di spegnimento. «I campioni», è scritto sulla pagina dell’Arta «sono già al laboratorio del Distretto provinciale di Pescara: per i risultati ci vorranno alcuni giorni. Ne daremo immediata comunicazione attraverso stampa, sito istituzionale www.artaabruzzo.it e pagine social.
Domani inoltre saranno disponibili sul nuovo portale della qualità dell’aria sira.artaabruzzo.it i valori registrati oggi dalle centraline fisse ubicate nelle vicinanze del sito incendiato. La centralina più vicina», informa sempre Arta «è quella di Montesilvano».
La centralina cui fa riferimento il comunicato di Arta Abruzzo è quella posta lungo la statale 16, che in quel tratto si chiama corso Umberto, all’altezza del parcheggio della Coop. Nella giornata di mercoledì 13 marzo la qualità dell’aria, secondo la centralina dell’Arta, era «accettabile», con la presenza di pm10 (le cosiddette micropolveri) pari a 15 nanogrammi a metro cubo (il limite di presenza nell’arco delle 24 ore non deve superare i 50 nanogrammi). Quali rischi ha corso la popolazione a causa dell’incendio di ieri? Dalla rilevazione di domani si capirà se ieri il limite di pm10 è stato superato e di quanto.
I tecnici della sezione Qualità dell’aria sono già intervenuti a Marina di Città Sant’Angelo cinque mesi fa, in occasione dell’incendio della fabbrica di arredamenti per ufficio Faber, e per la precisione nei primi giorni di ottobre dello scorso anno. In quel caso la pioggia aveva ridotto notevolmente il rischio ambientale derivante dalla combustione e dalla dispersione di materiale inquinante presente nella fabbrica, come l’eternit. Fu però la Asl di Pescara ad intervenire sull’azienda ordinando la bonifica dell’area con «rimozione dei materiali di rifiuti presenti previa messa in sicurezza entro un raggio di 15 metri dalla porzione di capannone incendiato».