Analisi sui fumi “tossici” In arrivo i risultati Arta

SAN GIOVANNI TEATINO. I «fumi irrespirabili sono spariti dall’aria» di via Brecciara, nel territorio a confine tra Sambuceto e Pescara. Dopo la denuncia al Centro, così riferiscono i residenti al...
SAN GIOVANNI TEATINO. I «fumi irrespirabili sono spariti dall’aria» di via Brecciara, nel territorio a confine tra Sambuceto e Pescara.
Dopo la denuncia al Centro, così riferiscono i residenti al sindaco Luciano Marinucci che però non abbassa la guardia: «Domani (oggi) avremo i risultati parziali dell’Arta per conoscere le cause del fenomeno che sembra essere al momento rientrato e che ha creato disagi e malesseri ai cittadini» del territorio denominato “Li Vasse”.
Il sindaco, con il vice Giorgio Di Clemente, e i carabinieri allertati nei giorni scorsi dai residenti, hanno effettuato una serie di sopralluoghi, l’ultimo due giorni fa, nell’area intorno all’Ippodromo, maggiormente interessata al fenomeno degli odori fastidiosi e nauseanti. «In quella zona ci sono le stalle, con montagne di paglia e letame», chiarisce il primo cittadino, «ma non abbiamo trovato segni di innesco di incendi».
Solo carichi di letame che ieri mattina, come hanno riferito alcuni cittadini, andavano e venivano dalla zona, osservata speciale dagli amministratori e dai tecnici dell’Arta, coordinati da Francesco Chiavaroli, che hanno effettuato i prelievi venerdì scorso intorno alle 20 nella zona dell’Ippodromo, in via Brecciara e al confine con Pescara, zona via Raiale.
Le famiglie della zona dall’ottobre scorso hanno denunciato alle autorità sanitarie e istituzionali la presenza di fumi «all’origine dei nostri malesseri, tosse, gola che pizzica, bruciore agli occhi, mal di stomaco, nausee e vomito» causati «da odori acri e persistenti che sanno di bruciato e acidi». Esalazioni puntualmente ripresentate ogni giorno, da ottobre, tra le sei del pomeriggio fino alle 7 del mattino successivo. Un lasso di tempo durante il quale i cittadini hanno ipotizzato che «qualcuno ne approfittasse per bruciare qualcosa» di natura sconosciuta.
Saranno i risultati delle analisi a raccontare la verità sull’accaduto, ma secondo prime anticipazioni riferite dall’Arta al sindaco «non ci sarebbe nulla di tossico nell’aria» in grado di provocare una vera e propria emergenza ambientale e sanitaria.
Le indagini dell’amministrazione comunale, guidata da Marinucci e dei carabinieri al comando di Luigi Sicignano, proseguono a questo punto per capire da cosa possa essere originato il fenomeno che ha allarmato la popolazione di un intero rione, che da sempre convive con «fabbriche e stabilimenti nei dintorni che non hanno mai dato preoccupazioni e allarmi».

