Anche il Carnevale messo ko dal Covid: stop dopo 47 anni
FRANCAVILLA. Il Covid colpisce anche Patanello e con lui l'intero Carnevale di Francavilla. Quella di oggi sarebbe stata la giornata conclusiva della 66ª edizione del Carnevale d'Abruzzo, spazzata...
FRANCAVILLA. Il Covid colpisce anche Patanello e con lui l'intero Carnevale di Francavilla. Quella di oggi sarebbe stata la giornata conclusiva della 66ª edizione del Carnevale d'Abruzzo, spazzata via dall'arrivo della pandemia. Niente carri, niente maschere, né coriandoli o stelle filanti: la maledetta ondata di coronavirus ha messo lo stop anche a una manifestazione che dal dopoguerra a oggi solo in un'altra circostanza aveva dovuto alzare bandiera bianca, a causa dell'Austerity imposta nel 1974 per far fronte alla crisi economica globale.
Del resto, dopo che nel 2020 la kermesse era riuscita proprio sul filo di lana, a una settimana dal lockdown e nell'inconsapevolezza collettiva di quello che sarebbe arrivato, il sentore che quest'anno nulla sarebbe stato come in passato era apparso già da settembre, quando l'associazione Carnevale d'Abruzzo del presidente Nicola De Francesco aveva deciso di non dare il via alla realizzazione dei carri allegorici. «Per costruirli occorrono circa 6 mesi e in generale organizzare il Carnevale richiede uno sforzo economico di diverse decine di migliaia di euro, oltre che ore e ore di lavoro», spiega, «In questa situazione, non ce la siamo sentita di avventurarci e abbiamo fatto bene». Poi però assicura: «Il Carnevale d'Abruzzo tornerà, questo è poco ma sicuro. Cercheremo di fare qualcosa in estate, situazione sanitaria permettendo, ma è chiaro che la nostra testa è già proiettata all'edizione 2022».
E anticipa: «Avevamo pensato di dedicare un carro alla politica, viste le elezioni comunali della prossima primavera: a questo punto lo faremo per il futuro sindaco di Francavilla». Quindi aggiunge: «L'amministrazione Luciani si è mostrata vicina a una manifestazione, la nostra, tra le più antiche e radicate nel tessuto socio-culturale francavillese. Mi auguro che chi verrà dopo di lui avrà ancora più voglia e ancora più passione per continuare a coltivare un evento che ha contribuito a far conoscere il nome della nostra città in tutta Italia».
Nel frattempo, per non far passare nel completo anonimato quest'anno terribile, l'associazione nei giorni scorsi ha provato a organizzare qualche piccola attività nelle scuole cittadine e ha come obiettivo quello di rinsaldare in estate il gemellaggio con la città di Capua, nato un paio di anni fa. (a.d.s.)

